lunedì 4 dicembre 2017

Delta del Niger. Le drammatiche conseguenze delle fuoriuscite di petrolio sui bambini

Uno studio svizzero ha stimato le conseguenze sui neonati delle fuoriuscite di petrolio che si verificano in Nigeria. Le conclusioni sono agghiaccianti.

Impianto petrolifero nel Delta del Niger di proprietà della Shell

Le fuoriuscite di petrolio nel Delta del Niger, in Nigeria, sono probabilmente responsabili, ogni anno, della morte di 16mila neonati, che non riescono a superare il loro primo mese di vita. A stimare per la prima volta, in termini di decessi infantili, le conseguenze sanitarie della dispersione di greggio nell'ambiente della nazione africana è uno studio realizzato dal Center for Economic Studies di Monaco (CESifo) e dall'Università di San Gallo, in Svizzera.

Tre anni di lavoro per completare lo studio
I ricercatori hanno condotto una vastissima analisi, esaminando per tre anni le statistiche fornite dal governo nigeriano. Innanzitutto quelle relative alla geolocalizzazione delle circa seimila fuoriuscite di petrolio nel Delta del Niger da oleodotti e altre infrastrutture, recensite ufficialmente dalle autorità locali tra il 2005 e il 2015. Quindi i dati sanitari relativi a 23.364 madri, delle quali 2.744 vivono a meno di dieci chilometri da un’area inquinata.

Le conclusioni alle quali sono giunti gli esperti non lascerebbero spazio alle interpretazioni. L’esposizione degli adulti alle fughe di petrolio, nei cinque anni precedenti al concepimento di un bambino, raddoppia il rischio di mortalità infantile nei primi 28 giorni di vita. Portando il dato, in media, a 76 neonati ogni mille nascite (valore che aumenta ulteriormente nelle zone più vicine agli incidenti). Di qui il calcolo di 16mila neonati morti soltanto nel 2012. Una stima che, secondo i ricercatori, si può applicare con ogni probabilità anche agli anni precedenti e a quelli successivi.

5,3 milioni di bambini nati in Nigeria nel 2012: l’8% vicino ad aree inquinate
Non ci attendevamo dei risultati simili, soprattutto a cinque anni da una fuga di petrolio. Le conseguenze, per il paese più popoloso dell’Africa, sono scioccanti" ha dichiarato Roland Hodler, uno degli autori dello studio. "Basti pensare che, nel 2012, sono nati 5,3 milioni di bambini in Nigeria e che ben l’8 per cento è stato concepito da genitori che abitano in prossimità di una fuga di idrocarburi"

Se nulla verrà modificato dalle compagnie petrolifere e, soprattutto, dal governo", ha sottolineato Audray Gaughran, di Amnesty International, al quotidiano francese Le Monde, "il tasso di mortalità è destinato a rimanere identico, se non a peggiorare. Il rapporto pone delle questioni particolarmente serie in merito al comportamento delle multinazionali, che non hanno mai valutato le conseguenze delle loro attività sulla salute degli abitanti

Il governo vuole aumentare gli stanziamenti per il Delta del Niger
L’esecutivo nigeriano deve introdurre un sistema indipendente di vigilanza al fine di poter informare gli abitanti dei rischi che corrono e imporre alle imprese di assumersi la responsabilità delle catastrofi ambientali che provocano



Il presidente nigeriano, Muhammadu Buhari, ha proposto di aumentare gli stanziamenti per il Delta del Niger nel corso del 2018. Ciò soprattutto per finanziare l’immenso progetto di bonifica della regione, deturpata da decenni di attività estrattive. Per completare quella che passerà alla storia come la più vasta operazione di decontaminazione mai realizzata al mondo, ci vorranno tra circa 30 anni e un miliardo di dollari.

D’altra parte, per comprendere a che punto l’area sia stata devastata, è sufficiente considerare un solo dato: quello relativo al volume annuale stimato delle fuoriuscite di petrolio. Ogni anno vengono sversati nel terreno e nelle acque dei fiumi 240mila barili, ovvero 38 milioni di litri. È come se, ogni 365 giorni, una petroliera colasse a picco nel Delta del Niger. Cosa che accade, regolarmente, da circa 60 anni.

Studio svizzero sulle conseguenze delle fuoriuscite di petrolio nel Delta del Niger sui neoanati

Foundation for Africa ha attivato alcune pagine web in continuo aggiornamento per mantenere viva l'attenzione del mondo sul gravissimo problema dell'inquinamento nel Delta del Niger.
Una devastazione causata dallo sfruttamento indiscriminato, dall'arroganza delle compagnie petrolifere e, soprattutto, dall'indifferenza di tutti i governi nigeriani nei confronti delle popolazioni del Delta che si sono succeduti dalla Guerra del Biafra fino ad oggi.

Niger Delta



Articolo a cura di
Maris Davis

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venerdì 1 dicembre 2017

La Guerra dimenticata della Repubblica Centrafricana. Stupri e rischio genocidio

Stupri e rischio genocidio nella guerra in Repubblica Centrafricana. Migliaia di donne sono vittime di stupri e violenze nella guerra in corso da cinque anni nella Repubblica Centrafricana. Lo rivela un rapporto di Human Rights Watch. Mentre le Nazioni Unite parlano di «segnali di genocidio evidenti»


Josephine, 28 anni; Valerie, 38 anni; Arlette, 60 anni; Alice, 21 anni; Zeinaba, 12 anni: sono solo alcune delle migliaia di donne vittime di stupri e violenze in Repubblica Centrafricana durante il conflitto degli ultimi 5 anni.

Violentate di fronte ai propri figli e mariti, costrette a vedere morire i propri cari o a diventare schiave sessuali: è il destino delle donne che in Repubblica Centrafricana incontrano le milizie cristiane “anti-balaka” o quelle degli ex ribelli musulmani Séléka, i due principali gruppi armati nella guerra scoppiata nel dicembre 2012, dopo che i ribelli avevano accusato il governo del presidente François Bozizé di non rispettare gli accordi di pace firmati nel 2007 e nel 2011.

Schiave sessuali, donne stuprate e picchiate

Human Rights Watch ha pubblicato un rapporto che raccoglie le testimonianze di 296 donne e ragazze che denunciano brutali violenze sessuali avvenute tra il 2013 e la metà del 2017. Il titolo del rapporto riprende una delle dichiarazioni delle vittime, “Ci hanno detto che eravamo loro schiave”, e riporta le drammatiche testimonianze di donne e ragazze tra i 10 e i 75 anni.

Come quella di Jeanne, 30 anni, catturata con altre 9 donne (alcune di soli 16 anni) da un gruppo di 20 miliziani Seleka, vicino a Bambari, nel giugno 2014. Jeanne è rimasta prigioniera per 6 mesi ed è stata stuprata tutti i giorni, da soldati diversi. Come le altre donne, se opponeva resistenza veniva picchiata. Non era solo una schiava sessuale: come le altre “mogli”, doveva raccogliere la legna per il fuoco, andare a prendere l’acqua, cucinare.

O come Zeinaba, che aveva solo 12 anni quando gli anti-balaka la rapirono. Anche lei è stata stuprata ogni giorno, con minacce di morte nel caso si fosse rifiutata. La sua prigionia è durata una settimana, poi è riuscita a scappare e a trovare rifugio in un ospedale, nella città di Boda. Racconta di aver spiegato di essere stata rapita dai miliziani, ma di non essere riuscita a parlare delle violenze subite.

Lesioni, gravidanze, ustioni: i danni provocati dai traumi


La condizione di schiava sessuale è comune a quasi tutte le storie, con una prigionia che per alcune è durata fino a 18 mesi. Molte donne raccontano di essere state violentate anche da più uomini insieme e di essere state picchiate e torturate. Molte portano visibili le conseguenze di lesioni interne, ustioni, gravidanze frutto delle violenze, fratture non curate e denti rotti.

Tutte soffrono le conseguenze dei traumi subiti: depressione, ansia, crisi di panico. Come Zeinaba, non tutte denunciano quanto successo: temono di essere ripudiate dai mariti e dalle loro famiglie, che le considerano le “mogli” dei miliziani, e sanno che è molto difficile ottenere giustizia per quanto subito.

Stupro come tattica di guerra: i crimini restano impuniti

Quasi sempre gli abusi sono reati punibili dalla legge della Repubblica Centrafricana, spesso costituiscono anche crimini di guerra, a volte ci sono gli estremi per considerarli crimini contro l’umanità.

Nonostante in molti casi documentati la violenza sessuale costituisca una forma di tortura, lo stesso rapporto sottolinea come ad oggi nessun membro delle milizie sia stato arrestato o incriminato per violenze sessuali. Eppure è evidente che lo stupro è una tattica di guerra: i comandanti tollerano le violenze sessuali, se non addirittura le ordinano.

Le aree dove Human Rights Watch ha documentato gli stupri

«I gruppi armati stanno utilizzando la violenza in un modo brutale e calcolato per punire e terrorizzare le donne e le ragazze», ha dichiarato Hillary Margolis, attivista di Human Rights Watch che si occupa di diritti delle donne.

«Ogni giorno, le sopravvissute vivono con le devastanti conseguenze dello stupro, e la consapevolezza che i loro aguzzini camminano liberi, spesso in posizioni di potere, senza aver affrontato finora alcuna conseguenza per le loro azioni»

Per questo è impossibile avere dei dati certi sul numero di violenze avvenute: la stessa Human Rights Watch afferma di aver riportato un numero esiguo di casi rispetto alla realtà.

Onu: rischio genocidio nella Repubblica Centrafricana

«La Repubblica Centrafricana è molto lontana dall'attenzione della comunità internazionale. Il livello di sofferenza del popolo, ma anche le tragedie subite dagli organismi umanitari e dai facilitatori di pace meritano una maggiore solidarietà e attenzione», sono parole pronunciate dal segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, che a fine ottobre si è recato nel paese per una visita di qualche giorno.

Dopo aver incontrato i vertici della missione Onu Minusca (United Nations Multidimensional Integrated Stabilization Mission in the Central African Republic), Guterres ha incontrato politici, rappresentanti della società civile e vittime di abusi. Prima di ripartire ha promesso di rafforzare la capacità della Minusca e ha rinnovato l’appello alla pace.

La visita del segretario generale delle Nazioni Unite segue quella di Adama Dieng, consigliere speciale per la prevenzione del genocidio, che, al termine di un sopralluogo in alcune zone devastate dalla guerra, ha chiaramente parlato di «segnali di genocidio evidenti»

Quello che è certo è che la popolazione civile è ormai allo stremo. Il numero di rifugiati e sfollati in fuga dalla violenza ha superato il milione di persone, quasi un quarto della popolazione; la metà degli abitanti dipende ormai dall'aiuto umanitario; secondo la Banca Mondiale, più di tre quarti dei 4,7 milioni di centrafricani sono in condizione di povertà estrema.

They Said We Are Their Slaves
Sexual Violence by Armed Groups in the Central African Republic
Human Rights Watch





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"Guerre dimenticate dell'Africa"
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Articolo a cura di
Maris Davis

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giovedì 30 novembre 2017

Un Mondo Migliore è vicino, lo sento arrivare


In questo mondo governato dai ricchi, dalle multinazionali, dalla finanza e da interessi sovranazionali più che dagli interessi della gente comune, è necessaria una rivoluzione delle idee che inizi dal basso, da ognuno di noi.

Dobbiamo rifiutarci di "comprare" quello che loro ci vogliono vendere: le loro idee del mondo, la loro versione della storia, le loro guerre, le loro armi, le loro falsità. Non dobbiamo per forza restare inquadrati nelle loro ideologie, nelle loro religioni e nelle tradizioni che ci opprimono e ci impediscono di pensare con la nostra testa.

Dobbiamo tornare bambini, uscire dai paradigmi in cui ci vogliono inquadrare, dobbiamo vedere il mondo con speranza e credere in un "mondo migliore", dobbiamo smetterla di essere pecore che seguono a testa bassa un "duce". Noi non siamo pecore sottomesse.

Ricordatevi che noi siamo in molti e loro sono pochi. Ricordatevi che loro hanno bisogno di noi, più di quanto ne abbiamo noi di loro.

Un altro mondo, un "Mondo Migliore", non solo è possibile, ma sta già arrivando. Nelle giornate calme lo sento arrivare.

Un progetto che vede le persone come persone e non come numeri, una medicina che non cura solo il corpo ma anche l’anima, un progetto fatto di unione e non di separazione, un’istruzione che mira a scoprire il talento di ogni studente e a direzionarlo verso il suo scopo, un’agricoltura che ha rispetto per la nostra madre terra, un risveglio dell’intera umanità che ci accompagni verso pensieri di amore e fratellanza, e non verso odio e razzismo.

La possibilità di un reddito di dignità a tutti affinché venga riconosciuto il valore di ogni essere umano. La possibilità di lavorare per tutti .. Un progetto possibile.

Non possiamo più permettere che i ricchi diventino sempre più ricchi e poveri sempre più poveri.

Non possiamo più permettere che le 100 persone più ricche del mondo possiedano una ricchezza pari al PIL di tutto il continente africano.

Non possiamo più permettere che nell'Africa Sub-Sahariana, considerata una delle regioni più povere del mondo, ci sia comunque il 7% della popolazione che possiede il 90% della ricchezza mentre la metà della popolazione sopravvive con un dollaro al giorno.

Non è più possibile che il 20% della popolazione mondiale possieda l’82% della ricchezza globale, e che il 60% della popolazione viva ai limiti o al di sotto della soglia di povertà.

Non è più possibile che 10 (dieci) multinazionali controllino l’intero ciclo del cibo e degli alimenti, dalla semina (magari rubando terre all'Africa), e fino alla distribuzione nei supermercati, e che siano loro a decidere per noi cosa dobbiamo “mangiare”, magari cibo transgenico o prodotti agricoli fatti crescere con la chimica.

"I ricchi dovrebbero vivere più semplicemente affinché i poveri possano semplicemente vivere"
(Gandhi)

Il mondo migliore non è solo la società ideale che immaginiamo, non è solo nelle comunità in cui abbiamo deciso di vivere, il mondo migliore è soprattutto dentro di noi, è nelle piccole cose che facciamo per gli altri, nella nostra rettitudine, nel nostro Amore e nelle nostre Speranze.

Qualsiasi cosa facciamo per migliorare noi stessi, o per aiutare gli altri con “Etica” e “Altruismo”, è un piccolo fiore che contribuisce a diffondere il profumo di un “Mondo Migliore

Due parole, solo due parole per cercare quel mondo migliore che è già dentro di noi, “Etica e Altruismo

Questo articolo lo puoi leggere anche altrove
(clicca sulle foto a colori)



Articolo di
Maris Davis

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mercoledì 29 novembre 2017

La Storia di Lydia, dalla schiavitù sessuale al permesso di soggiorno umanitario

Giovanissima nigeriana scappa dalla schiavitù, dai riti woodoo e dagli abusi sessuali. il giudice di Perugia le riconosce la protezione umanitaria. La vita inizia a 22 anni dopo prostituzione e stregonerie. "Sì al permesso di soggiorno umanitario"


Una storia di violenze, ma anche di coraggio. La giovane 22enne vive ora in provincia di Perugia ed è pronta a ricominciare una nuova vita.

Rimasta orfana, i parenti la volevano prostituta in Russia dove c'è ancora una sorella, tradita da alcuni amici a Lagos dove si era rifugiata, violentata in Libia da chi le aveva promesso aiuto, fugge in Italia dove ha trovato la salvezza. Ora finalmente libera di poter ricominciare una vita lontano da un passato violento.

È la vicenda di Lydia, una giovanissima nigeriana di 22 anni a cui il giudice del tribunale civile di Perugia ha riconosciuto la protezione internazionale dopo che la stessa era stata rigettata dalla Commissione Territoriale per il riconoscimento della Protezione Internazionale di Firenze, sezione Perugia.

Il giudice Federico Fiore, dopo aver valutato la vicenda della giovane, le ha riconosciuto la protezione sussidiaria, uno "status", al pari di quello di rifugiato, che viene richiesto qualora il richiedente rischi di subire un grave danno nel caso di rientro nel proprio paese. Soddisfazione espressa anche dal legale della 22enne, che ora vive in provincia di Perugia grazie al programma di accoglienza.

Una storia difficile, quella di Lydia. Tutto inizia a Benin City dopo la morte del padre, avvenuta nel 2015. È la stessa "matrigna" a proporle di andare a vivere in Russia da sua sorella, che si era arricchita facendo la prostituta. Al suo netto rifiuto, viene lo stesso trascinata dalla madre e dalla zia da un “native doctor” (prete del woodoo) affinché giuri solennemente di restituire i soldi che la zia aveva anticipato alla propria matrigna.

Lei però scappa, non riesce a concepire una vita da schiava del sesso, e riesce a trovare riparo a casa del fratello di un'amica a Lagos.

Da quel momento in poi una serie di eventi drammatici segneranno la sua vita, per sempre. Colui che la sta ospitando in casa, le chiede dunque un favore affinché lei possa sdebitarsi. Avrebbe dovuto andare in Libia per ritirare un pacco contendente generi alimentari. A sua insaputa il pacco in realtà contiene droga e lei viene arrestata.

Dopo alcuni giorni, viene liberata da un poliziotto libico che le offre un lavoro come domestica. Ma secondo lo straziante racconto della giovane, l'uomo l'avrebbe abusata sessualmente.

Scappa ancora, questa volta per l'Italia. Ha bisogno di correre, scappare, allontanarsi da quello spiraglio di violenza che la sta risucchiando. Arriva nel nostro paese nel 2016, facendo richiesta della protezione internazionale.

Ovviamente occorre che il richiedente presenti tutta la documentazione che possa provare la sua reale condizione per poi essere giudicata attendibile da riscontri oggettivi.

Scrive il giudice: "Passando all'esame del merito si deve ritenere che i fatti esposti dalla donna raggiungono una valutazione complessivamente positiva per quanto attiene la loro attendibilità e verosimiglianza sulla base dei parametri definiti e quindi valutati nel particolare contesto del paese di provenienza. Per il giudice tutto il vissuto della donna, dalla fuga del rito sacrificale al suo coinvolgimento, suo malgrado, in un traffico di sostanze stupefacenti fino agli abusi subiti dall'uomo che l’aveva ospitata in casa per lavorare, appaiono attendibili e testimoniano il suo travagliato percorso di vita, non ravvisandosi, come sembrerebbe ipotizzarsi nel provvedimento impugnato, il tentativo della ricorrente di prospettare ulteriori e diverse circostanze ai fini dell'ottenimento della protezione internazionale"

La giovane ha sempre ribadito, anche dinanzi al giudice, di non poter far ritorno nel proprio paese perché altrimenti sarebbe costretta dai propri familiari a prostituirsi per conto della zia "in ragione dell'investimento economico da questa effettuato e dall'essersi sottratta con la fuga al giuramento con rito woodoo". Tutti elementi tipici adottati all'interno delle organizzazioni criminali (mafia nigeriana) dedite alla tratta umana delle nuove schiave del sesso.

Secondo la relazione dell'Easo-Coi (datata ottobre 2015), in Nigeria la tratta delle donne ai fini sessuali, la maggior parte delle vittime di tratta viene da Benin City (terra d'origine anche di Lydia), e spesso, nelle aree rurali, sono gli stessi genitori a fare pressione sulle figlie affinché contribuiscano al sostentamento della famiglia. Ora Lydia ha vinto la sua battaglia. Potrà ricominciare una nuova vita.

È molto difficile per una ragazza nigeriana vittima di tratta ottenere il permesso di soggiorno per ragioni umanitarie. In Italia i casi come quello di Lydia sono davvero rari.

La Nigeria non è considerato un paese in guerra (nonostante Boko Haram), Benin City non è una città in guerra. Quello che ancora l'occidente non riesce a capire sono le conseguenze del "ritorno" di queste ragazze, quasi sempre ripudiate dalle famiglie, una su venti si suicida, due su cinque ritentano il viaggio rimettendosi nelle mani dei trafficanti. Quasi tutte avranno la vita segnata per sempre. Per quelle che "tornano indietro" è sempre molto difficile il recupero psicologico, ambientale e familiare.

Di giudici come quello di Perugia che ha concesso il "Permesso di Soggiorno" a Lydia, in Italia ce ne dovrebbero essere molti di più.



Articolo a cura di
Maris Davis

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venerdì 24 novembre 2017

25 novembre .. Giornata contro la violenza sulle donne. Aforismi

In occasione del 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne (International Day for the Elimination of Violence against Women), presento una selezione di frasi, citazioni e aforismi sulla violenza e contro la violenza.


La violenza è l’ultimo rifugio degli incapaci.
Isaac Asimov)
La violenza è una mancanza di vocabolario.
(Gilles Vigneault)
Vorrei sopportare tutte le umiliazioni, tutte le torture, l’ostracismo assoluto e anche la morte, per prevenire la violenza.
(Mahatma Gandhi)
La violenza contro le donne è una delle più vergognose violazioni dei diritti umani.
(Kofi Annan)
Le radici della violenza: la ricchezza senza lavoro, il piacere senza coscienza, la conoscenza senza carattere, il commercio senza etica, la scienza senza umanità, il culto senza sacrificio, la politica senza principi.
(Mahatma Gandhi)
Il mostro non dorme sotto il letto. Il mostro può dormire accanto a te.
(Anonimo)
La tenebra non può scacciare la tenebra: solo la luce può farlo. L’odio non può scacciare l’odio: solo l’amore può farlo. L’odio moltiplica l’odio, la violenza moltiplica la violenza, la durezza moltiplica la durezza, in una spirale discendente di distruzione.
(Martin Luther King)
Come un fiore maltrattato dalla pioggia, ci sono occhi che rispondono alla violenza con un sovrappiù di luce.
(Fabrizio Caramagna)
La rabbia è una follia momentanea, quindi controlla questa passione o essa controllerà te.
(Quinto Orazio Flacco)
Soltanto i deboli commettono crimini: chi è potente e chi è felice non ne ha bisogno.
(Voltaire)
Quando si violentano, picchiano, storpiano, mutilano, bruciano, seppelliscono, terrorizzano le donne, si distrugge l’energia essenziale della vita su questo pianeta. Si forza quanto è nato per essere aperto, fiducioso, caloroso, creativo e vivo a essere piegato, sterile e domato.
(Eve Ensler)
Nessuno, di fronte alle donne, è più arrogante, aggressivo e sdegnoso dell’uomo malsicuro della propria virilità.
(Simone de Beauvoir)
Uomini che picchiano le donne e poi vanno a farsi picchiare dalla mistress.
(Fragmentarius)
Solo un piccolo uomo usa violenza sulle donne per sentirsi grande.
(Anonimo)
Ricordiamo che il colore dell’amore è rosso passione, non
viola tumefatto. #ViolenzaSulleDonne.

(itscetty, Twitter)
La violenza è una malattia, una malattia che danneggia tutti coloro che lo usano, indipendentemente dalla causa.
(Chris Hedges)
I bambini esposti a violenza domestica mostrerebbero gli stessi cambiamenti al livello cerebrale dei veterani di guerra.
(University College di Londra)
Ciò che mi spaventa non è la violenza dei cattivi; è l’indifferenza dei buoni.
(Martin Luther King)
Ho giurato di non stare mai in silenzio, in  qualunque luogo e in qualunque situazione in cui degli esseri umani siano costretti a subire sofferenze e umiliazioni. Dobbiamo sempre schierarci. La neutralità favorisce l’oppressore, mai la vittima. Il silenzio aiuta il carnefice, mai il torturato.
(Maris)
La violenza non è forza ma debolezza, né mai può essere creatrice di cosa alcuna ma soltanto distruttrice.
(Benedetto Croce)
Chi è violento con le parole è già un assassino: le parole sono le prime armi sempre a disposizione per ferire e negare la vita di un altro.
(Enzo Bianchi)
La violenza sulle donne è antica come il mondo, ma oggi avremmo voluto sperare che una società avanzata, civile e democratica non nutrisse le cronache di abusi, omicidi e stupri.
(Helga Schneider)
Non cedete mai al primo impulso dell’ira: cedete sempre al primo impulso dell’amore.

(Arturo Graf)
Un gesto d’amore cuce cielo con cielo, soglia con soglia e vita con vita. Un gesto di violenza cuce solo nero con nero e dentro quel buio non si innesta nessun fiore, nessun colore e nessuna formula di serenità.

(Fabrizio Caramagna)
L’uomo deve elaborare per ogni conflitto umano un metodo che rifiuti la vendetta, l’aggressione, la rappresaglia. Il fondamento di un tale metodo è l’amore.
(Martin Luther King)
Viviamo in un mondo in cui ci nascondiamo per fare l’amore, mentre la violenza e l’odio si diffondono alla luce del sole.
(John Lennon)
Violenza non è solo uccidere un altro. E’ violenza anche quando usiamo parole mordaci, quando facciamo un gesto per scostare una persona, quando obbediamo per paura . Violenza non è solo strage organizzata in nome di Dio, della società o della patria. La violenza è molto più sottile, molto più profonda.
(Jiddu Krishnamurti)
Ogni tipo di violenza è il risultato del fatto che le persone inducono se stesse a credere che il loro dolore deriva dagli altri e che, di conseguenza, essi meritano di essere puniti.
(Marshall Rosenberg)
I ricchi devono vivere più semplicemente affinché i poveri possano semplicemente vivere. Apprendere che nella battaglia della vita si può facilmente vincere l'odio con l'amore, la menzogna con la verità, la violenza con l'abnegazione dovrebbe essere un elemento fondamentale nell'educazione di un bambino.
(Ghandi)
Nessuno, di fronte alle donne, è più arrogante, aggressivo e sdegnoso dell’uomo malsicuro della propria virilità.
(Simone de Beauvoir)
Nella violenza ci dimentichiamo chi siamo.
(Mary McCarthy)
Non vi è un solo istante in cui un essere vivente non venga divorato da un altro e, al di sopra delle razze di predatori è posto l’uomo, la cui mano distruttrice non risparmia alcun essere vivente: egli uccide per nutrirsi, per vestirsi, per ornarsi, uccide per attaccare e per difendersi, uccide per istruirsi, uccide per uccidere.
(Joseph De Maistre)
Anche quando fa giustizia, la violenza è ingiusta.
(Thomas Carlyle)
Vorrei sopportare tutte le umiliazioni, tutte le torture, l’ostracismo assoluto e anche la morte, per prevenire la violenza.
(Mahatma Gandhi)
Chi è nell'errore compensa con la violenza ciò che gli manca in verità e forza.
(Johann Wolfgang Goethe)
Ho giurato di non stare mai in silenzio, in qualunque luogo e in qualunque situazione in cui degli esseri umani siano costretti a subire sofferenze e umiliazioni. Dobbiamo sempre schierarci. La neutralità favorisce l’oppressore, mai la vittima. Il silenzio aiuta il carnefice, mai il torturato.
(Èlie Wiesel)
Scambiamo tutto per amore, mentre l’amore con la violenza e le botte non c’entra un tubo. L’amore, con gli schiaffi e i pugni, c’entra come la libertà con la prigione. Un uomo che ci mena non ci ama. Mettiamocelo in testa. Salviamolo sull’hard disk. Vogliamo credere che ci ami? Bene. Allora ci ama MALE. Non è questo l’amore. Invece noi ci illudiamo di poter cambiare le cose, di poter correggere gli uomini maneschi, di riuscire a farli crescere anche quando gli si è bloccato lo sviluppo, e scalciano e urlano come bambini capricciosi. Solo che sono bambini alti uno e ottanta, con le spalle da gorilla e le mani che sembrano vanghe. Non illudiamoci mai, mai e poi mai, di poterli cambiare, o che possano cambiare per amore nostro. Anche se piangono come vitelli e dicono che non lo faranno più. Non caschiamoci e chiediamo aiuto il prima possibile. E se una figlia ha un fidanzato così, prendiamola, impacchettiamola e riportiamola a casa.
(Luciana Littizzetto)
Perché le donne dicono di poter capire dal primo bacio se un uomo è giusto,ma non riescono a comprendere dal primo schiaffo che è sbagliato?
(ChiaraDiGiorno, Twitter)
Sogno un mondo in cui gli uomini non usano violenza sulle donne. E le donne non perdonano gli uomini che usano violenza su di loro.
(Nicolabrunialti)
Quanto più la donna cerca di affermarsi come uguale in dignità, valore e diritti all'uomo, tanto più l’uomo reagisce in modo violento. La paura di perdere anche solo alcune briciole di potere lo rende volgare, aggressivo, violento.
(Michela Marzano)
L’unico uomo che può metterci le mani al collo è il gioielliere.
(itscetty, Twitter)
Quest’anno ci sono stati 114 femminicidi, fin'ora. 114 di troppo.
(itscetty, Twitter)
Per non arrossire davanti alla propria vittima, l’uomo che ha cominciato a ferirla la uccide.
(Honoré de Balzac)
Roma, esce dal carcere e aggredisce ex compagna. Finalmente reinserito nella vita incivile.
(Liaceli, Twitter)
Essere pedinate, controllate, aver paura di uscire da sole. Anche questa è violenza, che ti toglie il fiato,la libertà.
(alemarsia, Twitter)
La violenza dei padri sui figli è uno dei canali privilegiati per la discesa di Satana nel mondo.
(Padre Gabriele Amorth)
Quando un bambino colpisce un bambino, si parla di aggressione.
Quando un bambino colpisce un adulto, si parla di ostilità.
Quando un adulto colpisce un adulto, si parla di assalto. 
Quando un adulto colpisce un bambino, lo chiamiamo la disciplina.
(Haim G. Ginott)
La violenza genera violenza.
(Anthony Burgess)

La violenza tra i giovani è un aspetto del loro desiderio di creare. Non sanno come usare la loro energia in modo creativo, così si comportano diversamente e distruggono ogni cosa.
(Anthony Burgess)
Soprattutto oggi, in epoca di permissivismo sessuale, lo stupro non risponde a un bisogno fisiologico, facilmente appagabile altrimenti, ma a quello psicologico di umiliare e annullare la donna, il nemico di sempre sfuggito al controllo.
(Massimo Fini)
Niente carcere preventivo per stupratori di gruppo e per stalker. L’unico posto sicuro per le donne sarà la galera.
(LiaCeli)
Mi è capitato in una strada buia, di prendere il cellulare dalla borsa e fingere: “Sì, sto arrivando”. Ci si sente sempre un po’ prede, vittime potenziali, per il solo fatto di essere donne.
(Miriam Leone)
[Sul femminicidio] Mi hanno sempre colpito le vittime che non denunciano all’inizio atti violenti pensando che una scenata di gelosia sia amore. Poi diventa troppo tardi.
(Myrta Merlino)

Lo stupro è proprio di un’idea maschile di vendetta. Una donna, se vuole vendicarsi, ti ignora.
(Carmen Covito)
L’attacco fra le cosce è solo un’estensione del proiettile tra gli occhi.
(Aljean Hermetz)

La violenza è un sintomo di impotenza.
(Anais Nin)

La storia non progredisce in base a principi democratici: avanza per mezzo della violenza.
(Gottfried Benn)
La violenza è la ragione di chi ha torto.
(Anonimo)

Violenza alla natura è un forte ingrediente della nostra civiltà da cento anni a questa parte.
(Hugo Von Hofmannsthal)
È proprio vero che la violenza ricade sul violento, e il cacciatore finisce nella trappola che ha preparato per la sua preda.
(Arthur Conan Doyle)

I violenti non muoiono di morte naturale.
(Lao Tzu)

La violenza è la retorica della nostra epoca.
(José Ortega y Gasset)

La violenza domestica è il fronte di prima linea nella guerra contro le donne.
(Pearl Cleage)

La forza conquista ogni cosa, ma le sue vittorie sono di breve durata.
(Abraham Lincoln)

La gente sembra avere questa strana idea che i film possono influenzare le persone a essere violente, ma a mio sincero parere le pellicole riflettono solo la violenza della società.
(Paul Verhoeven)
Perché pensate alla violenza del mondo? Perché non pensate alla violenza che è in voi?
(B. K. S. Iyengar)

C’è una grande striscia di violenza in ogni essere umano. Se non viene incanalata e compresa, sfocerà in guerra o in follia.
(Sam Peckinpah)

La violenza esercitata su di noi da altri è spesso meno dolorosa di quella che ci infliggiamo da soli.
(François de La Rochefoucauld)
Lo Stato chiama «legge» la propria violenza, e «crimine» quella dell’individuo.
(Max Stirner)
L’altra sera ho acceso la tv: sesso e violenza, sesso e violenza. E quelle erano solo le previsioni del tempo!
(Daniele Luttazzi)
La violenza della voce è spesso solo il rantolo della ragione in gola.
(John Frederick Boyes)

Ogni violenza ha, come fine ultimo, far balbettare la vittima, spezzare la sua sintassi.
(Armando Gonzalez Torres)

E in che cosa consiste fondamentalmente un modo  civilizzato di comportarsi? Consiste nel ridurre la violenza. È questa la funzione principale della civilizzazione ed è questo lo scopo dei nostri tentativi di migliorare il livello di civiltà delle nostre società.
(Karl Popper)
La violenza è un metodo di lotta inferiore, brutale, illusorio soprattutto, figlio di debolezza, fonte di debolezza, malgrado, anzi in ragione dei suoi effimeri trionfi.
(Filippo Turati)
Le conseguenze della collera sono molto più gravi delle sue cause.
(Marco Aurelio)
Wendy, tesoro, luce della mia vita! Non ti farò niente. Solo che devi lasciarmi finire la frase. Ho detto che non ti farò niente. Soltanto, quella testa te la spacco in due, quella tua testolina te la faccio a pezzi!
(Dal film Shining)
Con la violenza puoi uccidere colui che stai odiando, ma non uccidi l’odio. La violenza aumenta l’odio e nient’altro.
(Martin Luther King)
Si tratta di applicare la politica del bastone e della carota. Prima ci hanno picchiato con i bastoni, e poi con le carote.
(Dorde Otaševic)
Con la violenza puoi uccidere colui che stai odiando, ma non uccidi l’odio. La violenza aumenta l’odio e nient’altro.
(Martin Luther King)
Si tratta di applicare la politica del bastone e della carota. Prima ci hanno picchiato con i bastoni, e poi con le carote.
(Dorde Otaševic)
I manifestanti hanno brutalmente attaccato con le loro spalle i manganelli dei poliziotti sorpresi.
(Aleksandar Baljak)
È stato un incidente. Il manganello è partito per caso.
(Slobodan Simic)
La nonviolenza distingue l’uomo dalla bestia.
(Mahatma Gandhi)
Certi uomini non sono capaci di far male ad una mosca soltanto perché non sono in grado di acchiapparla.
(Helmut Qualtinger)
La non-violenza è il primo articolo della mia fede. È anche l’ultimo articolo del mio credo.
(Mahatma Gandhi)
Occhio per occhio servirà solo a rendere tutto il mondo cieco.
(Mahatma Gandhi)
Se esiste un uomo non violento, perché non può esistere una famiglia non violenta? E perché non un villaggio? una città, un paese, un mondo non violento?
(Mahatma Gandhi)
Il genere umano può liberarsi della violenza soltanto ricorrendo alla non-violenza. L’odio può essere sconfitto soltanto con l’amore. Rispondendo all’odio con l’odio non si fa altro che accrescere la grandezza e la profondità dell’odio stesso.
Mahatma Gandhi)
Mi oppongo alla violenza perché quando sembra fare del bene, il bene è solo temporaneo; il male che fa è invece permanente.
(Mahatma Gandhi)
Nonviolenza significa evitare non solo la violenza fisica esterna, ma anche la violenza interna dello spirito. Non solo rifiutarsi di sparare a un uomo, ma rifiutarsi di odiarlo.
(Martin Luther King)
La nonviolenza non funziona sempre, ma la violenza non funziona mai.
(Madge Micheels-Cyrus)
Brasile, il #papa ai giovani: «Demolite la violenza, abbattete l’egoismo». Al mio segnale scatenate il Paradiso.
(Liaceli, Twitter)
Per tutte le violenze consumate su di Lei, per tutte le umiliazioni che ha subito, per il suo corpo che avete sfruttato, per la sua intelligenza che avete calpestato, per l’ignoranza in cui l’avete lasciata, per la libertà che le avete negato, per la bocca che le avete tappato, per le ali che le avete tagliato, per tutto questo: in piedi Signori, davanti a una Donna!
(Maris)
Un uomo che ci picchia è uno stronzo. Sempre. 
Un uomo che ci violenta è un bastardo. Sempre.
E dobbiamo capirlo subito. Al primo schiaffo, alla prima violenza.
Perché tanto arriverà anche il secondo, e poi un terzo e un quarto.
L’amore rende felici e riempie il cuore, non rompe costole e non lascia lividi sulla faccia .. o un dolore incancellabile.
Non abbiamo sette vite come i gatti, ne abbiamo una sola. Non buttiamola via.
Io i miei violentatori NON li ho mai perdonati, non hanno mai fatto un solo giorno di galera.
(Maris)
La violenza è l’ultimo rifugio degli incapaci.
Quando si violentano, picchiano, storpiano, mutilano, bruciano, seppelliscono, terrorizzano le donne, si distrugge l’energia essenziale della vita su questo pianeta. Si forza quanto è nato per essere aperto, fiducioso, caloroso, creativo e vivo a essere piegato, sterile e domato.
Eve Ensler)
Quanto più la donna cerca di affermarsi come uguale in dignità, valore e diritti all'uomo, tanto più l’uomo reagisce in modo violento. La paura di perdere anche solo alcune briciole di potere lo rende volgare, aggressivo e violento.
(Michela Marzano)
La violenza non è forza ma debolezza, né mai può essere creatrice di cosa alcuna, ma soltanto distruggerla. Chi è nell'errore compensa con la violenza ciò che gli manca in verità e forza.
(Benedetto Croce)
La violenza sulle donne è antica come il mondo, ma oggi avremmo voluto sperare che una società avanzata, civile e democratica non nutrisse le cronache di abusi, omicidi e stupri.
(Helga Schneider)



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Articolo a cura di
Maris Davis

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