mercoledì 14 dicembre 2011

Bambini e Bambine Soldato, uno schiaffo per il nostro Cuore.

Molti bambini sono impiegati come combattenti in più della metà dei conflitti armati del mondo. Non si tratta solo di giovani adolescenti ma anche di bambini di 6 anni. Almeno 250 milioni di bambini vive per strada. I bambini disperati ed esclusi costituiscono un’enorme riserva per l’economia illegale, il crimine organizzato e i conflitti armati. La stragrande maggioranza dei bambini soldato viene dai settori più miserabili, meno acculturati e più emarginati della società.

MYANMAR (ex-BIRMANIA)
Il Rapporto 2008 della Coalizione “Stop all’Uso dei Bambini soldato” ci fa sapere che Il Myanmar (Birmania) si conferma il paese che da più tempo e su più ampia scala impiega bambini soldato. Le sue truppe governative, coinvolte in operazioni anti-sommossa contro una serie di gruppi armati etnici, ancora utilizzano migliaia di bambini, alcuni dei quali di 11
anni. Un articolo del 25 febbraio 2011 su birmaniademocratica ci racconta che, qualche giorno prima, la leader democratica birmana Aung San Suu Kyi si è incontrata a Rangoon con una delegazione dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO).Nel corso dell’incontro i partecipanti hanno espresso la propria preoccupazione circa il reclutamento di bambini soldato in Birmania; i funzionari dell’ILO hanno ribadito l’intenzione di proseguire nella raccolta di denunce da parte di cittadini birmani e di adoperarsi nei confronti del regime al fine di eliminare qualunque presenza di bambini soldato dalle forze armate.
Il direttore dello Human Rights Education Institute in Burma (HREIB) Aung Myo Min ha affermato che secondo stime del Governo birmano i bambini soldato nell’esercito sarebbero circa 60.000. Secondo gli osservatori, ulteriori 6.000 bambini soldato sono stati probabilmente reclutati da altri gruppi armati.


Grazie ad un'operazione condotta dall'Unicef, a partire dal 2007, 805 bambini soldato ciadiani, impegnati sia nelle forze regolari che nelle file dei ribelli, sono stati smobilitati. A dare l'annuncio è stato l'ufficio di coordinamento degli Affari umanitari dell'Onu (Ocha). In un suo bollettino, l'Ocha precisa che i minori hanno lasciato le armi "nel quadro dell'azione di smobilitazione e di reinserimento nella vita pacifica". Il 2007 ha registrato oltre la metà delle smobilitazioni, 496. Negli anni 2008 e 2009, sono stati smobilitati rispettivamente 59 e 240 minori. Poi però si intensifica la guerra e ragazzi anche dell'età di 13 anni vengono arruolati come soldati nell'esercito nazionale del Ciad e dai gruppi armati. È quanto denunciato il 10 febbraio 2011 da Amnesty International. I mezzi per arruolare i bambini sono particolarmente subdoli: loro coetanei ben vestiti vengono mandati nei campi profughi e offrono soldi e sigarette a chi è disposto a seguirli.

Sono ancora presenti minori tra le Forces armèes de la République démocratique du Congo (FARDC) nel nord Kivu. Vengono inoltre segnalati reclutamenti di ragazzi già smobilitati sia da parte del FARDC che del Front nationaliste et intégrationaliste (FNI).
Sono presenti bambini soldato anche nei gruppi Mai-mai localizzati nel nord e nel sud del Kivu e nel Maniema e nel Katanga. Attualmente è in corso un piano di smobilitazione che ha portato alla smobilitazione di 18.524 bambini soldato (al 30 maggio 2011) dalle forze armate e dai gruppi armati. Il 16% erano ragazze.


Migliaia di piccoli libici indotti a sparare con i fucili per conto di Gheddafi. Tutti di età compresa tra i 10 e i 18 anni. Quel che non è giunto ai nostri occhi, o perlomeno, non è stato fatto giungere totalmente, è la triste storia che accomuna migliaia di questi ragazzini costretti a combattere “a servizio per il paese” sotto l’uso di stupefacenti.

Si stima che in Colombia ci sono tra 8 e 11 mila bambini e adolescenti che agiscono in qualità di soldati. Per sensibilizzare la popolazione colombiana e chiedere di mettere fine a questa pratica criminale, Amnesty International ha organizzato il 5 febbraio 2011, alla Plaza de Armas di Bogotà, la "Giornata delle mani rosse". Durante questo evento, i passanti sono stati invitati a dipingere le loro mani di rosso ed appoggiarle su un foglio di carta come simbolo di rifiuto della pratica del reclutamento dei bambini, esercitata soprattutto da gruppi armati illegali.

La Somalia torna sulle prime pagine di cronaca dopo anni l'Unicef lancia l'ennesimo allarme, con un appello affinché questa ignobile pratica venga fermata al più presto. I bambini-soldato vengono arruolati sia dalle forze islamiche ribelli che, molto probabilmente, si preparano ad un nuovo attacco e riprendere i territori perduti, sia dal governo di transizione, che tenta di porre fine al caos in tutta l'area dello stato.
Ci sono fonti che parlano addirittura di bambini di 12 anni che vengono presi dalle strade e posti tra le fila dei combattenti, spesso con le spalle ricurve da un'arma troppo pesante per un bimbo di quell'età. Il grido di allarme dell'Unicef non è stato l'unico: infatti l'Onu si era già espresso negli ultimi giorni dell'anno che si è appena concluso, mettendo in guardia dal rischio di un utilizzo sempre più massiccio di bambini guerriglieri con l'acuirsi della crisi somala.
(Altri articoli su minori e donne soldato nel conflitto in Somalia: clicca qui)

Le varie forze armati e gruppi che partecipano al conflitto in Sudan hanno una lunga storia di arruolamento forzato ed impiego di bambini soldato.
Nel Sud del paese e a Kartoum l’arruolamento è ad opera dell’esercito sudanese e del Sudan People’s Liberation Army (SPLA) così come del Joint Integrated Units, un’insieme di forze regolari, milizie ed altri gruppi armati come il White Army.
Anche l’ugandese Lord’s Resistence Army (LRA) è responsabile di reclutamenti in questa parte del paese.
In Darfur, arruolano bambini l’esercito sudanese, le milizie Janjaweed , la fazione dello SPLA guidata da Minni Minawi e gruppi di opposizione del Ciad. Si stima che i bambini soldato in Darfur siano migliaia.

Il Lord’s Resistence Army (LRA) continua a rapire bambini nel nord dell’Uganda, sebbene il numero dei rapimenti sia in significativa diminuzione.Nei primi sei mesi del 2010 erano segnalati solo 222 casi contro i 1500 del 2008, e i poco più 1000 del 2009 .. ma comunque sono numeri spaventosi e insopportabili.
Sebbene il governo ugandese non abbia una politica ufficiale sul reclutamento dei minori, essi sono presenti anche nelle unità di difesa locale e nelle Uganda People’s Defence Forces (UPDF), come a dire "mal comune e mezzo gaudio". Ciò che ci addolora e di cui abbiamo avuto conferma è che anche l'Italia contribuisce a fornire armi a questo esercito (UPDF) come aerei ed elicotteri da combattimento e da trasporto, e soprattutto carri armati.

TERRITORI OCCUPATI PALESTINESI
L’Ufficio del Rappresentante Speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite per i bambini e i conflitti armati ha segnalato che nel periodo compreso tra il 1 novembre 2005 ed il 30 settembre 2006 sono stati uccisi circa 93 bambini (83 a Gaza e 10 nella zona della West Bank) da parte delle forze armate israeliane.Il 65% dei civili palestinesi uccisi durante gli attacchi del 28 giugno-30 settembre 2006 avevano meno di 18 anni.
Scuole e strutture sanitarie sono state pesantemente danneggiate durante le incursioni aeree (degli israeliani).
Al 30 settembre 2006 sono stati 389 i ragazzi palestinesi arrestati, interrogati e indotti a collaborare con le autorità israeliane (praticamente li hanno costretti ad essere delle spie).

Ci sono rapporti, tra cui dichiarazioni delle forze militari statunitensi, che i Talebani abbiano reclutato minori e li abbiano impiegati nei combattimenti.
A causa delle difficoltà di accedere a tali aree le Nazioni Unite non possono verificare tali informazioni. I gruppi armati non hanno tuttavia preso alcun impegno per porre fine al reclutamento di minori. Non sono segnalati casi di reclutamento di minori nelle forze armate afgane.

Numerosi bambini soldato vengono impiegati nella guerra in corso nel nord dello Yemen, dove le forze governative combattono contro i ribelli sciiti. La denuncia arriva da Radhika Coomaraswamy, rappresentante speciale dell'Onu Ban Ki-Moon.

In Pakistan il fenomeno dei baby soldati continua a crescere in modo inarrestabile ormai da diversi anni. Per questi fanciulli di sette, dieci o dodici anni, la guerra non è più un gioco, ma una terribile realtà, fatta di sangue, odio e morte. Soltanto pochissimi si arruolano volontariamente, sia per povertà che per avere una chance di sopravivenza in più rispetto a chi non imbraccia il fucile, mentre la maggior parte viene sottratta con la forza alle proprie famiglie durante i raid compiuti nei villaggi dalle milizie talebane, in paricolare nelle zone tribali dove gli integralisti aprono delle vere e proprie scuole islamiche, madrasse, dove i ragazzi spesso sono indottrinati con la forza all'Islam. Le zone tribali, al confine con l'Afghanistan, sono anche l'unica via di uscita dell'oppio afghano e diventate terre di nessuno in mano ai signori della droga.

Non ci sono segnalazioni di minori nelle forze armate. I bambini sarebbero stati reclutati dal LURD per combattere in Liberia nel luglio 2005. Il processo contro l'ex presidente liberiano, Charles Taylor, per crimini contro l'umanità, crimini di guerra e altre gravi violazioni del diritto internazionale commessi in Sierra Leone, c'è incluso il reclutamento e l'uso nelle ostilità dei bambini soldato sotto i 15 anni.

L'età minima di arruolamento è di 18 anni, ma si accettano anche volontari di 17 anni. I bambini israeliani in giro per Hebron sono stati utilizzati dai movimenti dei coloni in attività violente. Mentre, le forze militari israeliane hanno continuato ad arrestare un gran numero di bambini palestinesi, alcuni dei quali sono stati torturati durante la detenzione.
L'intifada palestinese (rivolta) contro l'occupazione israeliana è proseguito nel 2007. Circa 6.000 persone erano state uccise durante il conflitto, tra cui 129 bambini israeliani uccisi da forze palestinesi e 889 bambini palestinesi uccisi dalle forze israeliane.


I bambini soldato sono stati usati massicciamente durante la guerra civile durata 27 anni, sia dalle forze armate governative che dal gruppo armato di opposizione. Non ci sono state segnalazioni di minori di 18 anni attualmente reclutati nelle forze armate.

I bambini sono stati reclutati e utilizzati dal gruppo di opposizione armato FNL. Le forze governative hanno continuato ad utilizzare bambini soldato per informazioni di intelligence.
Decine di bambini accusati di appartenere alle FNL sono stati illegalmente detenuti e torturati.

Rapporto Unicef su "Bambini e Conflitti Armati"




Bambini Soldato (Altri Articoli)





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venerdì 2 dicembre 2011

Abolizione della Schiavitù e Schiavitù Moderne.

Il 2 dicembre 1949 l'Assemblea Generale ONU approva la Convenzione sulla soppressione del traffico di persone e lo sfruttamento della prostituzione.(Testo originale delle Nazioni Unite).

La schiavitù è un fenomeno che non appartiene al passato, perché sotto forme odiose, spesso circondate da opportunismo e indifferenza, dilaga sia negli stati in via di sviluppo o nei regimi dittatoriali, sia nelle nazioni che si definiscono democratiche e hanno sottoscritto la Convenzione.
La schiavitù purtroppo non è un ricordo di un barbaro passato, ancor oggi milioni di persone vivono questa in condizione anche se ufficialmente la schiavitù è condannata e vietata da tutti gli Stati. Non si conosce il loro numero esatto di questi moderni schiavi, alcuni parlano qualche decina di milioni altri di centinaia e molti sono bambini. Questo perché la schiavitù è un fenomeno sommerso, vietato e ciò non di meno possibile proprio grazie alla connivenza di quelle autorità che dovrebbero combatterlo.
Le moderne forme di schiavitù prendono nomi diversi, schiavitù per debiti, servitù della gleba, lavoro coatto, sfruttamento sessuale, matrimonio forzato precoce, schiavitù per motivi rituali o religiosi, ma hanno tutte un comune denominatore: si tratta di costrizione al lavoro di esseri umani che sono diventati in qualche modo "proprietà" di un’altra persona.

Tratta e sfruttamento in Italia, ovvero schiavitù. Almeno 50 mila vittime hanno ricevuto assistenza tra il 2000 e il 2008 in Italia. Tra questi ci sono quasi mille minori. Lo rivela il rapporto annuale di Save the children sulle nuove schiavitù. Nel mondo si stimano 2 milioni e 700 mila vittime (per l'80% donne e bambine) e un giro d'affari di 32 miliardi di euro.
La gran parte finisce nel giro della prostituzione. Nel nostro Paese le vittime di tratta e sfruttamento sono originarie soprattutto di Nigeria, Romania, Moldavia, Albania e Ucraina. Gli indagati per riduzione o mantenimento in schiavitù e per il reato di tratta di persone sono stati oltre 5 mila.

Schiavitù per debiti, è forse la forma di schiavitù più diffusa. Essa è legata ad un modello di prestito ad usura, sviluppato soprattutto in ambito rurale, secondo il quale quando le famiglie più povere ricevono prestiti da un proprietario terriero devono dare in cambio il lavoro gratuito di uno o due dei suoi membri. Poiché in genere gli interessi applicati sono molto alti, le persone coinvolte sono costrette a lavorare a vita per il proprietario terriero. Esse sono tenute sotto stretta sorveglianza, anche armata, e possono subire violenze fisiche e sessuali. A volte la famiglia non riesce a pagare il debito e la condizione di schiavitù si tramanda di padre in figlio. Oggi sono 20 milioni in tutto il mondo le persone schiave per debiti, distribuite tra le piantagioni in Africa, nei Caraibi e nel sud-est asiatico. Anche se questa forma di schiavitù è vietata per legge, essa è difficile da sconfiggere perché radicata nella povertà e nelle tradizioni locali.

Servitù della Gleba. Esistono ancor oggi delle forme di schivitù che legano i braccianti ai loro proprietari terrieri. In questo caso non si tratta di debiti, ma di consuetudini radicate nelle tradizioni locali per cui individui, famiglie o interi gruppi sociali sono costretti a lavorare senza salario. I braccianti infatti non hanno l'effettiva proprietà della terra ma possono coltivarla, solo se accettano di lavorare su base permanente per i proprietari terrieri. Nelle tenute più grandi vi possono essere anche 100-200 lavoranti agricoli. Il compenso per il lavoro svolto non è in denaro, ma in buoni acquisto, che possono essere spesi solo in spacci che appartengono agli stessi proprietari.

Lavoro coatto. Secondo questa pratica persone sono reclutate illegamente da governi, movimenti politici, o privati e costrette a lavorare sotto la minaccia di violenze o altre punizioni. Anche questa forma di schiavitù colpisce soprattutto individui deboli o svantaggiati come rifugiati, appartenenti a minoranze etniche, donne e bambini. In Myanmar, ad esempio, è pratica frequente che nelle regioni militarizzate che sono state teatro di combattimento con gruppi di opposizione, l'esercito costringa gli appartenenti a minoranze etniche a lavorare gratuitamente per "progetti di sviluppo" quali la ristrutturazione di strade, la costruzione o riparazione di accampamenti oppure in lavori agricoli per i militari. I capi villaggio sono tenuti a fornire settimanalmente all'esercito un certo numero di lavoratori e ne viene escluso solo chi è in grado di pagare la propria esenzione. Il periodo lavorativo può andare da pochi giorni al mese, rendendo così impossibile ai lavoratori di guadagnarsi il sostentamento.
Trasportare forniture militari è un altro tipo di lavoro coatto nei paesi colpiti da conflitti interni. I portatori sono spesso oggetto di maltrattamento e crudeltà. La gravosità dei carichi da trasportare e l'alimentazione insufficiente li possono sfinire a morte, specie se ragazzi. Si sono verificati dei casi in cui le persone forzate a lavorare per l'esercito sono state costrette ad entrare nei campi minati, usati come "detector umani di mine", o siano state uccise terminato l'incarico.

Traffico di schiavi. Le Nazioni Unite stimano che ogni anno circa 4 milioni di individui siano trasportati e venduti, con la forza o con l'inganno, per essere impiegati come schiavi in diverse forme di lavoro forzato: nel lavoro domestico, nell'accattonaggio o nella prostituzione. La maggior parte di loro sono donne e bambini. Nell'Africa Occidentale vi è un'alta domanda di bambini, soprattutto ragazze, che dal Togo, il Benin e il Camerun vengono instradati in Gabon o in Nigeria per lavorare nei mercati o per lavori domestici in aree benestanti intorno a Lagos (Nigeria) e a Libreville (Gabon). Bambini sottoposti alla brutalità della schiavitù domestica si trovano nei paesi industrializzati. Francia, Gran Bretagna, Stati Uniti, ecc... Dal Sud Asia al Golfo Persico la tratta serve a fornire bambini per le corse di cammelli. Dalla Nigeria (Benin City) migliaia di ragazze ogni anno vengono vendute e comprate (con l'inganno) e portate in Europa e costrette a prostituirsi al soldo di "madame" e della mafia nigeriana, e molto spesso con l'avallo (o la compiacenza) delle autorità governative.
TESTIMONIANZA. Salome, domestica bambina in Togo (fonte WAO-Afrique, partner di antislaverty in Togo). "Lasciammo Cotonou in febbraio... eravamo in 6 del Benin, A Sémé prendemmo un bus assieme ad altre persone che erano arrivate al confine in taxi per lo stesso motivo... per tutto marzo aspettammo la barca. [...] Durante tutto il tempo dovevamo trovarci il cibo e lavorare nel villaggio. All'inizio di aprile ci imbarcammo e venimmo trasportati in Gabon. Durante il viaggio perdemmo l'acqua. Dovevamo bere l'acqua di mare ed eravamo tutti molto deboli [...] ma Sèvérin non bevve. Egli divenne sempre più debole. Quando arrivammo a Libreville fummo fermati dalla Guardia Costiera. Gli scafisti si gettarono mare e scomparvero [...] arrivati a riva ci fu data l'acqua da bere. Lui [Sèvérin] era molto debole... stava male. Quando la polizia se ne rese conto parlò di chiamare un'ambulanza, ma l'ambulanza non arrivò mai e lui morì".
L'attraversata via mare da Cotonou (Liberia) a Libreville (Gabon), comporta un percorso nel Golfo di Guinea di oltre 700 miglia marine, più di mille Km, e può durare anche due settimane.

Commercio sessuale di minori. La componente più importante del traffico di esseri umani è quella legata alla prostituzione. Il commercio sessuale di minori è sempre esistito, anche se in gradi diversi e in quasi tutte le società, tuttavia negli ultimi decenni si è assistito al nascere e al consolidarsi di una fiorente industria del sesso in alcuni paesi di Asia, Africa e America Latina. Le cifre dell'Unicef parlano di almeno un milione tra bambine e ragazze nella sola Asia, L'età delle vittime del traffico tende sempre più ad abbassarsi nell'errata convinzione che  bambini trasmettono meno facilmente malattie sessuali, quali HIV/Aids. Eppure sono proprio le ragazze più giovani ad essere più a rischio di contagio. Una volta ammalate esse vengono abbandonate a se stesse. Trattate come appestate e molto difficilmente verranno accolte nei loro villaggi di origine.
(fonti bibliografiche Amnesty International che si ringrazia)


Approfondimenti

giovedì 17 novembre 2011

Arrestati gli "sfruttatori" di Lilian

Lilian
Vi ricordate di Lilian? Era una dolce ragazza Nigeriana di 20 anni, piena di sogni. I suoi aguzzini la costringevano a prostituirsi (tra le Marche e l'Abruzzo) nonostante fosse gravemente ammalata, nonostante i suoi insopportabili dolori. Lilian ha denunciato i suoi persecutori, ma il cancro non le ha dato scampo, e all'inizio di ottobre è "volata in cielo" nonostante le amorevoli cure e l'assistenza dei volontari di "On the Road". Abbiamo raccontato la Storia di Lilian anche noi.

Alcuni giorni fa sono stati arrestati gli sfruttatori di Lilian nell'ambito dell'operazione "Sahel", coloro che l'avevano costretta a prostituirsi per mesi sulla Bonifica del Tronto.

"La Direzione Distrettuale Antimafia di L’Aquila ha emesso un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 6 indagati, di nazionalità prevalentemente nigeriana, per associazione per delinquere finalizzata alla tratta di esseri umani, riduzione in schiavitù, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, sfruttamento della prostituzione ed interruzione abusiva di gravidanza .. Scarica le note stampa originali dei Carabinieri del ROS che hanno seguito le indagini e operato gli arresti (1), (2), (3)."

Grazie alla solidarietà e alla grande eco che ha riscontrato la Storia di Lilian è stato possibile istituire un Fondo intitolato alla sua memoria per sostenere altre vittime della tratta di esseri umani.

Link Correlati

sabato 29 ottobre 2011

L'amicizia è un dono prezioso e nel mio Cuore ci sarà sempre posto per un nuovo amico.


Sono cresciuta in un Paese povero
dove il Sole incendia l'anima e il corpo.
Volevo la Libertà in un Mondo Libero,
ma ho trovato la schiavitù.
Per troppi anni ho vissuto
nelle stanze senza Sole dove
anche l'anima ti fa sentire "sporca"
per quello che sei costretta a fare.
Un giorno raccontai al mondo
e tutto il mondo ebbe pietà di me
ma nessuno riuscì a salvarmi.
Nel buio ho trovato la mia Luce,
la Speranza, colei che illumina
la Strada della Vita.
Ti Voglio Bene Stella del mio Cielo,
sei la Luce che soffierò nel tuo Cuore.
Nulla di che, volevo solo dirti

GRAZIE
semplicemente
Grazie per la tua Amicizia.

brano tratto da
"Le Gocce di Chantal"

Ti chiedo perdono se non sono riuscita a farti sognare, ma il Signore mi ha voluta accanto a se così presto. Non piangere, devi continuare a "Sognare", perché questa pagina non morirà mai, ma tu devi aiutarmi a farla vivere.
Ti posso solo regalare il mio amore.

Scarborough Fair (Canticle)

La Fiera
Durante il periodo medievale la località marittima di Scarborough era un importante punto di riferimento per i commercianti provenienti da tutto il Regno Unito. La cittadina era sede di un'esposizione commerciale che aveva inizio il 15 agosto e durava quarantacinque giorni, un periodo eccezionalmente lungo per una fiera, a quei tempi. I mercanti giungevano da ogni parte dell'Europa: Inghilterra, Norvegia, Danimarca, il Baltico e Impero bizantino. La fiera di Scarborough nacque da uno statuto approvato dal re Enrico III d'Inghilterra il 22 gennaio 1253. Il documento, che conferì a Scarborough numerosi privilegi, stabiliva che i cittadini e i loro eredi avrebbero potuto tenere una fiera all'interno delle mura del paese; fiera che sarebbe iniziata con la Festa dell'Assunzione della Beata Vergine Maria e avrebbe avuto termine con la Festa di San Michael. Secondo il moderno calendario romano cattolico, le date corrispondevano al 15 agosto e al 29 settembre. Questa manifestazione attirò non solo commercianti: essi necessitavano di un luogo dove potersi rifocillare e amavano essere intrattenuti con giochi. Pertanto la fiera era affollata da compratori, venditori e i cosiddetti cercatori di divertimento. I prezzi erano stabiliti dalla regola dai e prendi, e i beni venivano scambiati con la regola del baratto. Testimonianze mostrano che dal 1383 il successo di Scarborough era destinato a crollare.

Nei primi anni del XVII secolo la concorrenza dei mercati e dalle fiere delle città vicine e la tassazione sempre più opprimente furono un duro colpo per la fiera, tanto che alla fine dovette essere abolita. Il mercato si riprese nuovamente nel XVIII secolo, ma a causa dell'accesa concorrenza, Scarborough Fair si spense definitivamente nel 1788. La tradizionale Scarborough Fair non esiste oggigiorno, sebbene si svolgano ancora alcune celebrazioni durante il mese di settembre per ricordare l'evento originale. Nel luglio 2006 Scarborough Fair fu testimone delle Medieval Jousting Competions, finanziate attraverso il patrimonio reale, in aggiunta alle usuali attrazioni.

La ballata

La canzone narra la storia di un giovine che invita il lettore a domandare alla sua amata di svolgere per lui una serie di imprese impossibili; solo quando ella avesse portato a termine il compito sarebbe stata libera. Una delle immagini più famose è quella della donna che si vede costretta a preparare per lui una camicia senza poter usare ago e filo e quindi lavarla in un pozzo privo di acqua. Spesso la canzone è cantata come un duetto nel quale a sua volta la donna pretende dal suo amante una serie di prove e solo quando il ragazzo avrà finito potrà avere la sua camicia senza cuciture. Nonostante le versioni della ballata conosciuta come Scarborough Fair si limitano a raccontare la storia di questi improbabili accordi, sono state avanzate molte ipotesi riguardanti il suo significato. Una di esse riconosce la "sofferenza dovuta alla Peste" come fulcro di tutta la vicenda. Infatti, Scarborough Fair sembra derivare da una ballata scozzese più antica (ed ora sconosciuta) intitolata Il cavaliere elfo (The Elfin Knight), che si fa risalire al 1670, ma potrebbe essere addirittura anteriore. La ballata tratta di un elfo che minaccia una donna di diventare il suo amante a meno che lei non compia una durissima prova (For thou must shape a sark to me / Without any cut or heme, quoth he); ella risponde per le rime, con la sua lista di compiti da portare a termine. Da quando iniziò a diffondersi, la canzone fu adattata, modificata, e riscritta al punto che nel XVIII secolo esistevano dozzine di versioni diverse, nonostante solo un numero molto esiguo di queste siano cantate oggi. I riferimenti a Scarborough Fair e il ritornello parsley, sage, rosemary and thyme, si riferiscono ad alcune versioni del XIX secolo. Il ritornello in particolare richiama alcune immagini e addirittura sembra essere tratto dalla ballata Riddles Wisely Expounded.

Numerose versioni della canzone sono state incise o eseguite da artisti di musica pop e rock, la più celebre delle quali è probabilmente quella di Simon & Garfunkel del 1964.

In Italia la ballata è stata pubblicata da Angelo Branduardi nell'album Futuro Antico I del 1996. In questo album Angelo Branduardi parte alla scoperta di musiche medievali nell'ambito sia del sacro che del profano. I brani sono suonati con l'ensemble musicale Chominciamento di gioia, il tutto è diretto ed orchestrato con la collaborazione di Renato Serio.


Scarborough Fair - Angelo Branduardi (1996)

Scarborough Fair (Canticle) - Simon and Garfunkel (1964)

Scarborough Fair - Altre Versioni


Anni '80

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martedì 25 ottobre 2011

La mafia nigeriana tra woodoo e computer

Donne e ragazze africane (foto Ansa)
.. Il traffico di esseri umani rappresenta il primo collettore di ricavi illegali da destinare al più lucroso traffico degli stupefacenti. Nella tratta, collegata al racket della prostituzione ed allo sfruttamento della manodopera in nero, i sodalizi nigeriani hanno raggiunto elevati standard organizzativi e gestionali, curando interamente ogni fase, dal "reclutamento" in patria (ingaggio per debito) alla fornitura di documenti falsi per l’espatrio, dal trasferimento nei Paesi di arrivo per tappe successive, sino allo smistamento nei vari settori di impiego illecito. La maggior parte delle vittime proviene dagli Stati del sud (soprattutto Edo) , ma anche Delta e Lagos), è di etnia Bini, ha un diploma secondario ed è di religione cristiana (pentecostale, cattolica, anglicana).

Nel traffico i cittadini dello Stato di Edo (Benin City) monopolizzano la tratta verso i Paesi Schengen, gli Yoruba e gli Igbo, invece, preferiscono Gran Bretagna ed Usa. 

Le principali rotte per il trasferimento in Italia delle clandestine si sviluppano per via aerea - diretta od in tratte successive - oppure via terra, attraverso una serie di soste effettuate in vari Stati africani - in attesa si verifichino le condizioni di sicurezza necessarie alla prosecuzione del viaggio - fino all’attraversamento del Sahara con successivo arrivo in Algeria, Libia o in Marocco. 
Da questi Paesi, via mare, raggiungono la Spagna o direttamente l’Italia.
I viaggi via terra sono compiuti in jeep, condotte da autisti arabi che trasportano una ventina di passeggeri per volta, e possono durare da 2/8 mesi fino a due anni. La tratta via mare, con partenza dalle coste marocchine (per la Spagna) o con partenza dalla Libia (per l'Italia), avviene in modo precario su piccoli scafi che trasportano gruppi di 20 o più persone ...

Gueriglieri del Delta del Niger (foto Ansa)
Questa è una parte dell'articolo scritto nella rivista italiana di Intelligence "GNOSIS". Negli ultimi anni la mafia nigeriana in Italia si è rafforzata.
Al punto in cui siamo abbiamo solo raggiunto la consapevolezza di questo fenomeno. Ciò che si fa a livello di "volontariato" sia in Italia che direttamemente in Nigeria è poca cosa rispetto alla complessità del fenomeno.
In Nigeria c'è un altissimo tasso di corruzione (come per esempio rilasciare passaporti o documenti "falsi", tanto è vero che chiunque, con circa mille dollari, può ottenere un passaporto con un nome diverso dal suo, basta solo conoscere le persone giuste) .. mentre in Italia c'è una legge "iniqua" che non pensa alle persone e alle loro sofferenze, ma li rinchiude nei CIE (Centri di Identificazione ed Espulsione). Tutto ciò significa che non esiste una vera collaborazione tra Stati, che è quello che servirebbe davvero .. e intanto la mafia fa affari e prospera anche sulla pelle di tante ragazze che rincorrono un sogno.

Per leggere l'articolo sulla rivista GNOSIS
(si consiglia la lettura perché è davvero completo e pieno di riferimenti)

Altri Articoli
La Storia di Joy
La Storia di Lilian
  
La mafia nigeriana in Italia. Indagini sulla condizione delle donne africane coinvolte in una rete criminalità organizzata, la prostituzione e traffico di esseri umani.

La pagina di Maris e altri articoli
Libri e documenti

Articoli di Cronaca italiana recente relativi all'argomento
La Spezia: botte e riti woodoo. Arrestata una madame latitante dal 2007
Pescara, ragazze costrette a prostituirsi soggiogate da riti woodoo
Napoli: blitz contro la mafia nigeriana, riti e torture per entrare nei "Black Axe"
Fotogallery
Varese: minacce e riti woodo per far prostituire ragazze nigeriane, arrestata una "madame"

Sono episodi realmente accaduti in Italia in questi ultimi giorni, a dimostrazione di quanto sia radicato e capillare il problema della tratta a scopo sessuale, e sono solo alcuni degli articoli volutamente selezionati perché trattano della "mafia nigeriana", ma il problema del racket della prostituzione non riguarda solo la Nigeria, riguarda anche molti paesi dell'est europeo (per esempio Moldavia, Romania, Ucraina), l'Albania, il sud america (in particolare la Colombia) .. e questo è solo quello che viene "scoperto" e raggiunge le pagine dei giornali.
Si calcola che in questo momento in Italia ci siano circa 30 mila ragazze (solo nigeriane) vittime dello sfruttamento sessuale.

venerdì 21 ottobre 2011

The House of The Rising Sun

The House of the Rising Sun è una canzone folk americana. Il testo ha come argomento una vita sfortunata ed è ambientata a New Orleans. L'esecuzione della canzone da parte del gruppo inglese The Animals, nel 1964, è generalmente considerata la più famosa ed è stata la numero uno in classifica sia negli Stati Uniti, sia nel Regno Unito.

Il brano risale alla prima metà dell'ottocento e, al pari di molte altre classiche ballate folk, la paternità del testo di "The House of the Rising Sun", a volte chiamata "Rising Sun Blues", è dubbia. Lo studioso del folklore Alan Lomax, autore nel 1941 della raccolta di canzoni Our Singing Country, scriveva che la melodia era presa da una ballata tradizionale inglese (probabilmente Matty Groves risalente al seicento) ed il testo era stato scritto da Georgia Turner e Bert Martin, una coppia di abitanti del Kentucky. Altri studiosi propendono per ipotesi diverse, sebbene quella di Lomax sia generalmente considerata la più plausibile.
Del testo esistono due diverse versioni: una al maschile l'altra al femminile. La versione maschile è la più nota ed è quella riproposta dagli Animals. Tuttavia quasi tutti gli studiosi sono concordi nel ritenere il testo al femminile quello originario. Fra i musicisti che hanno riproposto questa versione spiccano Bob Dylan e Joan Baez.
L'espressione "House of the Rising Sun" è un eufemismo per indicare una casa chiusa, tuttavia non è noto se la casa descritta nel testo sia un luogo reale o fittizio. Tra le ipotesi più accreditate c'è quella che la vuole situata proprio a New Orleans: la notizia del suo abbattimento, avvenuto nel 2007, ha trovato spazio nelle pagine di qualche quotidiano statunitense.
La più antica incisione del brano a noi nota è quella, del 1933 eseguita da Clarence "Tom" Ashley che affermò di avere imparato il brano da suo nonno. Secondo alcuni una incisione più antica fu quella del bluesman Alger "Texas" Alexander del 1928 col titolo The Risin' Sun. Di tale incisione esistono oggi solo testimonianze indirette poiché non è oggi nota l'esistenza di nessuna copia del 78 giri. Non se ne conoscono dunque né il testo né melodia ed è dunque impossibile stabilire se si trattasse del medesimo brano.
Fu incisa in italiano con il titolo La casa del sole dai Los Marcellos Ferial e da Riki Maiocchi (che ha inciso anche un'altra versione dal titolo Non dite a mia madre): il testo, opera di Mogol e Vito Pallavicini, stravolge completamente il senso della canzone, trasformandola in una storia d'amore. Di recente questa versione è stata riarrangiata anche dai Pooh. Le cover di questo brano sono tra le più numerose della storia della musica leggera.


(Testo tradotto nella versione femminile)
C'è una casa a New Orleans
La chiamano "Il sole nascente"
Ed è stata la rovina per tante povere ragazze
Ed io, Dio mio, sono una di loro.
Se avessi ascoltato quello che mia madre diceva
Sarei a casa mia ora
Ma io ero folle, o Dio
E ho permesso che un vagabondo mi portasse fuori strada.
Vai e dì a mia sorella bambina
Di non fare quello che ho fatto io
Ma di evitare quella casa a New Orleans
Che chiamano "Il sole nascente".
Sto tornando a New Orleans
La mia corsa è quasi finita
Sto tornando per passare la mia vita
Sotto "Il sole nascente".


La casa del sole nascente è una casa di tolleranza di New Orleans, all'epoca di questa canzone (fine '800) il quartiere a luci rosse di New Orleans era il più esteso del mondo, una specie di città nella città. Veniva chiamata Storyville, dal nome del consigliere municipale Alderman Story che ne aveva promulgato la costituzione, e quelle case chiuse in quella città furono anche la culla di un nuovo genere musicale che avrebbe avuto una lunga storia: il Jazz. Storyville a New Orleans venna rasa al suolo alla fine di una ondata moralizzatrice iniziata nel 1917 e che ebbe fine due anni dopo con la distruzione completa di tutto il quartiere.

Il finale della canzone "The House of the Rising Sun" è amaro. La "sfortunata" ragazza deve ritornare nella casa del sole nascente, strada obbligata perché le donne che entravano nel giro delle case chiuse venivano registrate come prostitute dal sistema giudiziario e, sostanzialmente, non avevano più modo di uscirne. Probabilmente una metafora ironica tra il nome della casa e il destino delle sue abitanti.

The House of the Rising Sun (Playlist) Varie Versioni