mercoledì 21 gennaio 2015

Grandi disuguaglianze e minacce globali

 World Economic Forum, Davis 2015
È in corso in Svizzera, nel Cantone dei Grigioni, tra lo scenario innevato di Davos il classico appuntamento per pochi dove però si parla del destino di tutti. Al World Economic Forum si parlerà dei temi più urgenti del pianeta, ovvero la crescita economica, lo sviluppo sociale e la difesa delle numerose minacce globali.

Tra le dieci minacce globali per il genere umano, tre vengono proprio dall'ambiente:

  • Acqua, una risorsa ormai ai limiti. Almeno metà della popolazione mondiale vi ha accesso in modo limitato, fortemente limitato o addirittura non vi ha accesso. Un diritto che nell'Africa sub-sahariana è negato a una persona su quattro - leggi -
  • Riscaldamento globale, un fenomeno già in atto che provoca la desertificazione sempre maggiore di aree produttive e l'innalzamento del livello dei mari. Il 2014 è stato l'anno più caldo di sempre.
  • Biodiversità. L'agricoltura già rappresenta mediamente il 70% del fabbisogno globale complessivo, e secondo i dati della Banca Mondiale la produzione di cibo dovrà aumentare del 50% entro il 2030 per stare al passo con la crescita della popolazione e delle mutate esigenze alimentari.
Ma le "minacce per il genere umano", come vengono definite dal Rapporto Oxfam sulle disuguaglianze, pubblicato proprio in occasione del Forum di Davos, potrebbero passare in secondo piano o comunque non essere la priorità a causa dei conflitti in atto in molti paesi e alle tensioni sociali in atto nel mondo. Gli attentati di Parigi, il conflitto in Siria e lo Stato Islamico, e i conflitti in atto nell'Africa sono solo esempi.

Le élite economiche mondiali agiscono sulle classi dirigenti e politiche per truccare le regole del gioco economico, erodendo il funzionamento delle istituzioni democratiche e generando un mondo dove 85 super ricchi possiedono l'equivalente di quanto detenuto dalla metà della popolazione mondiale.

L'estrema disuguaglianza tra ricchi e poveri implica un progressivo indebolimento dei processi democratici. Gli interessi dei ceti più abbienti piegano la politica a spese della stragrande maggioranza della popolazione mondiale.

Una situazione che riguarda i paesi sviluppati e quelli in via di sviluppo, dove l'opinione pubblica ha sempre più consapevolezza della concentrazione di  potere e di privilegi solo nella mani di pochissimi.

In Africa le grandi multinazionali, in particolare quelle dell'industria mineraria ed estrattiva sfruttano la propria influenza sui governi per evitare l'imposizione fiscale e di royalties, riducendo in tal modo la disponibilità di risorse che potrebbero essere utilizzate a favore della popolazione povera.

Sempre in Africa le multinazionali del settore agricolo attuano inoltre, con la complicità dei governi, una vera e propria occupazione dei territori a discapito delle popolazioni locali che si vedono così impedire la possibilità di produrre reddito attraverso coltivazioni tradizionali.

In India il numero dei miliardari è aumentato di dieci volte negli ultimi dieci anni a seguito di politiche fiscali altamente regressive, mentre è tra gli ultimi paesi del mondo se si analizza l'accesso globale all'alimentazione sana e nutriente.

Negli Stati Uniti, nonostante la crisi di questi anni, l'1% della popolazione si è vista raddoppiata la propria ricchezza, mentre il 50% della classe media si è impoverita.

Anche in Italia il divario tra i ricchi e i poveri si è accentuato con il progressivo impoverimento della classe media e il conseguente arricchimento di poche famiglie che già erano ricche. Il 10% della popolazione italiana detiene il 50% della ricchezza, e proprio l'Italia è il paese europeo dove il divario tra i ricchi e i poveri è più accentuato.

Viviamo in un mondo nel quale le élite che detengono il potere economico hanno ampie opportunità di influenzare i processi politici, rafforzando così un sistema nel quale la ricchezza e il potere sono sempre più concentrati nelle mani di pochi, mentre il resto del mondo si spartisce le briciole.

Un sistema che si perpetua perché gli individui più ricchi hanno accesso a migliori opportunità educative, sanitarie e lavorative, regole fiscali più vantaggiose, e possono influenzare le decisioni politiche in modo che questi vantaggi possano durare nel tempo a loro vantaggio.

Dall'inizio degli anni '70 in 29 paesi su 30 la tassazione per i più ricchi è diminuita. In molti paesi i ricchi non solo guadagnano di più, ma pagano anche meno tasse. Tutto ciò ha contribuito a creare una situazione in cui l'1% delle famiglie del mondo possiede il 46% della ricchezza globale (110.000 miliardi di dollari).

Negli ultimi anni il tema della disuguaglianza è entrato con forza nell'agenda globale. La disuguaglianza provoca tensioni sociali e minaccia la sicurezza su scala mondiale, è quindi necessario che i "grandi" riuniti a Davos prendano decisioni coraggiose:
  • Sostenere la tassazione progressiva e contrastare l'evasione fiscale.
  • Astenersi dall'utilizzare la propria ricchezza per ottenere favori politici (lotta alla corruzione) che minano la volontà democratica delle popolazioni.
  • Rendere pubblici tutti gli investimenti nelle aziende e nei fondi che controllano le multinazionali.
  • Esigere che i governi utilizzino le entrate fiscali per fornire assistenza sanitaria, istruzione e previdenza sociale.
  • Adottare politiche salariali dignitose e contrastare con forza lo sfruttamento lavorativo e la schiavitù.
I numeri della disuguaglianza
  • Circa la metà della ricchezza mondiale è detenuta dell'1% della popolazione.
  • Il reddito dell'1% dei ricchi del mondo ammonta a 110.000 miliardi di dollari, 65 volte il totale della ricchezza della metà della popolazione più povera del mondo.
  • Il reddito di 85 super ricchi equivale a quello della metà della popolazione mondiale.
  • 7 persone su 10 vivono in paesi dove la disuguaglianza economica è aumentata negli ultimi 30 anni.
  • Negli USA, l'1% dei ricchi ha intercettato il 95% delle risorse a disposizione dopo la crisi finanziaria del 2009, mentre il 90% della popolazione si impoverito.
  • Ovunque gli individui più ricchi e le multinazionali nascondono migliaia di dollari al fisco in una rete di "paradisi fiscali" in tutto il mondo. Si stima che almeno 21.000 miliardi di dollari "non siano registrati" e siano "nascosti" alla fiscalità.
  • In Europa la politica di austerity è stata imposta alle classi povere e alle classi medie a causa dell'enorme pressione dei mercati finanziari (i casi Grecia, Spagna, Portogallo e parzialmente Italia sono emblematici). Al contrario i ricchi investitori hanno beneficiato del salvataggio statale delle istituzioni finanziarie (banche in primis).
  • In Africa le grandi multinazionali del petrolio, dell'industria mineraria e quelle agricole sfruttano la propria influenza economica per ottenere dai governi agevolazioni e per evitare l'imposizione di tasse, riducendo così la disponibilità di risorse finanziarie che potrebbero essere utilizzate a favore delle popolazioni più povere.
"I ricchi dovrebbero vivere più semplicemente affinché i poveri possano semplicemente vivere" .. (Ghandi)

Fonti e dati di questo articolo sono state desunte dal Rapporto Oxfam "Working for the Few"

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martedì 13 gennaio 2015

Ecco perché diciamo "No all'Islam"

Donne costrette ad indossare il burqa a Raqqa (Siria, Stato Islamico)
È indubbio che il mondo, tutto il mondo, vive un'epoca difficile, un'epoca di cambiamenti radicali. Dopo l'11 settembre 2001 il mondo non è più lo stesso, quel giorno l'Islam integralista ha dichiarato guerra all'occidente.

Punti fermi, innegabili e incontestabili
  • In questo preciso momento storico, ovunque nel mondo, dove ci sono guerre civili, gravi conflitti sociali e tensioni politiche l'Islam è coinvolto. Pensiamo alla Siria, alla Libia, al Medio Oriente, all'Afghanistan, all'Iraq, alla Somalia, alla Repubblica Centrafricana, alla Nigeria .. In tutti questi paesi sono coinvolti gruppi islamici integralisti.
  • I recenti fatti di Parigi, l'Europa colpita al cuore l'Islam integralista, dimostrano a chiare lettere che i terroristi sono figli di questa Europa, sono cittadini europei e non sono venuti da chissà dove per uccidere .. E questo dimostra ancora una volta e ancora di più che con l'Islam NON ci può essere integrazione.
  • Lo Stato Islamico, il Califfato c'è, è stato proclamato, ed è stato proclamato in nome di Allah. In Siria, in Iraq, in Nigeria, in Libia e chi continua a dire che la religione non c'entra sta facendo un errore gravissimo. E di certo sono sotto gli occhi di tutti gli orrori compiuti nel così detto "Stato Islamico". Donne e ragazze rapite, stuprate, vendute come schiave, come metodo politico, e poi massacri e uccisioni indiscriminate, un vero e proprio genocidio.
  • In molti dicono che questo è solo terrorismo, e che questo non è l'Islam, non è il vero Islam. Dal nostro punto di osservazione possiamo solo affermare che se è vero che non tutti i mussulmani sono terroristi, è incontestabile il fatto che tutti i terroristi sono mussulmani.
  • Forse l'occidente non si sente in guerra contro l'Islam, ma di sicuro un certo Islam si sente in guerra con l'occidente, e io non intendo stare a guardare chi mi vorrebbe uccidere, senza lottare.
L'Islam, in quanto religione, non è un cancro. Ma il cancro c'è dentro l'Islam, ed è il cancro dell'integralismo religioso, e questo male lo può curare solo l'Islam con i suoi anticorpi, e lo deve fare subito perché, come si è visto in Nigeria e in Iraq, l'Islam integralista uccide anche l'Islam moderato.

La strage di Baga
Nigeria .. Chi vi scrive ha vissuto in Nigeria, nella Nigeria del Sud fino a venti anni, laggiù ho ancora la mamma, due sorelle e la famiglia, è la stessa Nigeria di Boko Haram, è la stessa Nigeria dove solo pochi giorni fa si è compiuto uno dei più terribili massacri di sempre, duemila persone uccise, un'intera città distrutta, sedici villaggi rasi al suolo - leggi -, è quella stessa Nigeria dove dal 2009 l'Islam integralista uccide i cristiani.

Il mio percorso personale sull'Islam, nonostante sia una donna aperta, una donna di sinistra, nasce proprio dal fatto di essere una nigeriana che all'inizio diceva "NO alla persecuzione dei Cristiani in Nigeria e nel Mondo" perché anch'io 5 anni fa pensavo che questo non era il vero Islam, ma che oggi è costretta a dire semplicemente "No all'Islam". È un percorso che ho maturato non solo per i fatti della mia Nigeria, ma per tutto quello sta accadendo nel mondo e soprattutto perché mi sono presa in mano il Corano e l'ho studiato - leggi -.

Il Corano non è un libro di pace .. e il Corano è il libro di tutto l'Islam, sia dell'Islam integralista che dell'Islam moderato, è identico per tutti.

Certo, qualcuno potrà obiettare che il Corano va interpretato, va filtrato, che è necessario capire il contesto. Ebbene allora partiamo dall'inizio.

La Bibbia degli Ebrei e dei Cristiani è un libro prevalentemente "storico", racconta fatti realmente accaduti, o di profeti che raccontano fatti che poi si sono verificati realmente (profezie), è un libro di preghiere (vedi i Salmi). Il Vangelo, testo sacro per tutti i cristiani e per i cattolici, è invece un libro "biografico", racconta semplicemente la biografia di Gesù Cristo, anche se filtrata attraverso gli occhi della fede, e molti fatti narrati nel Vangelo sono stati anche dimostrati come realmente accaduti dagli storici.

Questo in premessa per dire che, mentre i testi sacri dei cristiani sono libri prevalentemente "storici", in un certo senso dimostrabili dagli eventi, il Corano, testo sacro per i mussulmani, è invece un libro "ispirato". Il profeta Maometto lo scrisse infatti sotto dettatura di Allah (così dice lui stesso, e cosa impossibile da verificare), ma soprattutto il Corano NON è un libro di "mediazione" perché tutto ciò che in esso è scritto pretende di essere l'unica verità, il Corano NON ammette nient'altro che Allah, NON ammette altre religioni, altri modi di pensare e di vivere, NON ammette una società diversa da ciò che descrive.

Posso anche affermare che:
  • Il Dio della Bibbia è un Dio di Giustizia,
  • Il Dio del Vangelo è il Dio del Perdono e dell'Amore,
  • Il Dio del Corano è il Dio della Vendetta.
Ecco alcuni versetti del Corano che legittimano l'uccisione degli ebrei, dei cristiani, degli infedeli, dei miscredenti e degli idolatri:
  • Instillerò il terrore nel cuore degli infedeli; colpiteli sul collo e recidete loro la punta delle dita. I miscredenti avranno il castigo del fuoco. Non siete voi che li avete uccisi: è Allah che li ha uccisi (Sura 8:12-17)
  • La ricompensa di coloro che fanno la guerra ad Allah e al suo messaggero e che seminano la corruzione sulla terra, è che siano uccisi o crocefissi, che siano loro tagliate la mano e la gamba da lati opposti o che siano esiliati sulla terra: ecco l'ignominia che li toccherà in questa vita; nell'altra vita avranno castigo immenso (Sura 5:33)
  • Uccidete gli infedeli ovunque li incontriate. Questa è la ricompensa dei miscredenti (Sura 2:191)
  • Quando incontrate gli infedeli uccideteli con grande spargimento di sangue e stringete forte le catene dei suoi prigionieri (Sura 47:4)
  • O voi che credete! Se non vi lancerete nella lotta, Allah vi castigherà con doloroso castigo e vi sostituirà con un altro popolo, mentre voi non potete nuocergli in nessun modo (Sura 9:39)
  • Gli ipocriti e i miscredenti siano maledetti! Ovunque li si troverà saranno presi e messi a morte (Sura 33:61)
  • Combattete coloro che non credono in Allah e nell'ultimo giorno, che non vietano quello che Allah e il suo messaggero hanno vietato, e quelli, tra la gente della scrittura, che non scelgono la religione della verità siano soggiogati. Dicono i giudei: "Esdra è figlio di Allah"; e i cristiani dicono: "Il Messia è figlio di Allah". Questo è ciò che esce dalle loro bocche. Li annienti Allah perché sono fuorviati (Sura 9:29-30)
  • Profeta, incita i credenti alla lotta. Venti di voi, pazienti, ne domineranno duecento e cento di voi avranno il sopravvento su mille miscredenti (Sura 8:65)
  • Quando poi saranno trascorsi i mesi sacri uccidete gli idolatri dovunque li troviate, prendeteli, circondateli, catturateli ovunque in imboscate! Se poi si convertono e compiono la preghiera e pagano la decima, lasciateli andare (Sura 9:5)
Il Corano non è un libro di pace. È un testo che legittima e istiga all'odio, alla violenza e alla morte dei non mussulmani. È la fonte principale dell'ideologia che anima i terroristi islamici.

L'Islam e le donne .. Le donne vanno picchiate, ma senza lasciare tracce, lo legittima l'Islam (lo ha detto in un dibattito televisivo l'Imam della moschea di Segrate, Ali Abu Shwaima).
  • Si ricorre all'atto di picchiarla, senza violenza, senza provocarle una frattura, o lasciarle tracce, evitando sempre danni al viso: lo scopo essendo di ristabilire la disciplina e di non fare del male o provocare danni, ma di farle capire che la sua insubordinazione è inammissibile.
  • La donna deve lavorare in compagnia di donne come lei, lontano dalla promiscuità e dalla presenza maschile per non rischiare di diventare la preda di lupi che possono abusare di lei e calpestare la sua dignità e il suo onore.
  • La poligamia costituisce una legislazione divina che ogni fedele deve considerare come tale e non contraddire.
  • Il divorzio spetta solo all'uomo perché la situazione dell'uomo naturalmente e logicamente gli permette di avere l'ultima parola in materia coniugale.
  • L'Islam vieta alla donna di mettersi in viaggio da sola, senza che sia accompagnata da un parente vicino come il marito, il fratello, il padre o un altro parente con il quale è vietato il matrimonio.
Il Corano legittima e ordina di picchiare e sottomettere le mogli .. "Gli uomini sono preposti alle donne, a causa della preferenza che Allah concede agli uni rispetto alle altre e perché spendono (per esse) i loro beni. Le (donne) virtuose sono le devote, che proteggono nel segreto quello che Allah ha preservato. Ammonite quelle di cui temete l'insubordinazione, lasciatele sole nei loro letti, battetele. Se poi vi obbediscono, non fate più nulla contro di esse" (Sura 4:34)

Nel Corano si legittima il rapporto sessuale con le donne schiave:
  • (Vi sono vietate) tra tutte le donne, quelle maritate, a meno che non siano vostre schiave (IV, 24)
  • E chi non avesse i mezzi per sposare donne credenti libere, scelga moglie tra le schiave nubili e credenti (IV, 25)
Nel mese di dicembre nel Califfato islamico Isis è stato diffuso un decreto nel quale si legittima i rapporti sessuali con le "bambine" non mussulmane fatte schiave, così come si legittima la loro compra-vendita. Il testo è tutto improntato a spiegare che questa pratica è giustificata anche dal Corano .. "Se è vergine, il proprietario può avere rapporti, se non è vergine il suo utero deve essere purificato, ovvero bisogna attendere le mestruazioni per essere certi che non sia incinta" - leggi -

Secondo l'Islam ci sono due categorie di donne, quelle haraam (parola che in arabo significa peccato, tutto ciò che è proibito da Allah) e quelle makrooh (colei che obbedisce e fa la volontà di Allah). Le donne haraam vanno quindi punite e purificate perché disubbidienti, quelle makrooh sono donne ubbidienti e in silenzio si sottomettono alla volontà di Allah. Tutte le donne quindi devono aspirare a diventare "makrooh".

L'Islam e il Corano giustificano quindi la sottomissione delle donne, i rapporti sessuali con le bambine (pedofilia), la riduzione in schiavitù, la poligamia, il maltrattamento e i matrimoni combinati.

Maometto, il profeta, NON era un santo .. Maometto sposò una bambina di sei anni, Aisha, e consumò il matrimonio quando lei aveva nove anni. Fu la moglie prediletta del profeta, figlia del suo miglior amico, Abu Bakr, che divenne il suo primo successore alla sua morte avvenuta nel 632 d.C.

Ai giorni nostri fare sesso con una bambina di nove anni significa "pedofilia" e sposare una bambina di sei significa "matrimonio combinato".

Nel 627 d.C. Maometto partecipò di persona alla decapitazione di circa 800 ebrei della tribù dei Banu Qurayza alle porte di Medina in Arabia Saudita, e questo al giorno d'oggi lo definiremo massacro, e il comportamento di Maometto (in quell'occasione) non è stato molto diverso dai miliziani di Boko Haram che oggi uccidono i cristiani in Nigeria e dei miliziani dell'Isis che oggi decapitano gli yazidi in Iraq.

Anche i Cristiani .. Se è vero che in passato anche i cristiani hanno ucciso, vedi le crociate, o attuato una sorta di cristianesimo integrale, vedi l'inquisizione medioevale, è anche vero che OGGI nessun cristiano uccide più in nome di Dio, forse solo qualche pazzo, né i cristiani di varie fedi, né i cattolici, né gli ebrei, né gli ortodossi, né i buddisti. Tutte queste religioni hanno fatto un percorso storico, hanno saputo riconoscere gli eventuali errori del passato. L'Islam NO.


Per ricordare infine a tutti che l'Islam è l'unica religione monoteista a non avere un capo religioso riconosciuto da tutti i mussulmani a livello mondiale che possa "moderare" possibili diverse interpretazioni della "Sacra Scrittura". L'Islam non ha gerarchie e così qualsiasi predicatore (Imam) può forgiare la sacra scrittura a suo immagine, secondo esigenze politiche, sociali e culturali del momento.


Tanto per capirci meglio, nell'Islam non c'è una figura come lo è, per esempio, il Papa per i cattolici, o il Dalai Lama per i buddisti.

Stato Islamico
Donne yazide catturate e rese schiave
All'interno del mondo islamico OGGI ci sono centinaia di migliaia di uomini, giovani e perfino donne pronte ad uccidere in nome di un Dio che si chiama Allah, ci sono scuole coraniche, luoghi di culto e moschee che predicano odio contro gli infedeli, che giustificano gli orrori e i massacri, che giustificano la schiavitù, e la compra-vendita di donne e bambine, negare tutto questo è negare l'evidenza dei fatti, è negare un fatto che è sotto gli occhi di tutti.



E il mondo occidentale che dice che questo NON è il vero Islam, che è solo terrorismo, è una società votata al suicidio, che pur di amare a tutti i costi arriva ad odiare se stessa .. e l'Europa forgiata a una storia millenaria di libertà, giustizia, e uguaglianza, se continua a negare che l'integralismo non è l'Islam resterà indifesa il giorno in cui i fatti di Parigi diventeranno i fatti di centinaia di città in Europa.

In tutti i paesi mussulmani, anche quelli moderati, le leggi, la politica, le società, sono plasmati sul Corano, a volte in maniera blanda, altre volte in maniera decisamente più marcata, fino ad arrivare a quelli in cui l'unica legge è quella della "Sharia", ovvero l'applicazione integrale del Corano, e questo senza arrivare al Califfato.

La concezione di "Stato Laico" nel mondo islamico non esiste, e il fallimento delle così dette "primavere arabe" del 2011 e del 2012 ne è la dimostrazione. Ad onor del vero la sola Tunisia si è data una costituzione laica lo scorso anno, è ancora una costituzione giovane ma è comunque una speranza.

Integrazione .. Basta pretese di nuove moschee quando l'Islam distrugge chiese ovunque nel mondo, basta alla falsa integrazione, anche nelle piccole cose. Se il mussulmano vuole vivere in Europa deve accettare i crocefissi nelle scuole dei loro figli, deve accettare la carne di maiale nelle mense scolastiche, deve accettare le insegnati donne, deve accettare il presepio a Natale nei luoghi pubblici, deve accettare le messe dei cattolici, deve rispettare le sue donne, no alla bigamia, no alle spose bambine, no ai matrimoni combinati.

Questo articolo fa parte della nostra campagna di sensibilizzazione per dire NO alla persecuzione dei cristiani in Nigeria e ovunque nel mondo, e per dire NO all'Islam integralista.


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Questo articolo nella nostra "Biblioteca On Line"




giovedì 8 gennaio 2015

Nord Nigeria, la strage di Baga

Distruzione e morte a Baga
Dio mio dammi la forza di sopravvivere a questa tortura, dammi la forza di essere forte di fronte a questo Islam che sa solo "uccidere" .. Dio mio perché permetti al tuo "amico" Allah di fare tutto questo.

Una carneficina senza precedenti, persino per la Nigeria, il paese più popoloso e multietnico dell'Africa. La prima economia del continente flagellata dal terrorismo islamista che uccide, saccheggia e rapisce ragazze.

Baga distrutta
Questa volta il il massacro è su larga scala, Boko Haram ha completamente distrutto una città e diversi villaggi sulle rive del lago Ciad nell'estremo nord-est della Nigeria. Nel corso dell'attacco avvenuto il 7 gennaio i miliziani islamici hanno completamente bruciato 16 (sedici) villaggi e la città di Baga, centro commerciale che ospita anche una base militare finita in mano agli estremisti.

I cadaveri giacciono sulle strade, si temono duemila persone uccise, la città di Baga è stata completamente devastata, le case date alle fiamme.




Le bambine kamikaze di Boko Haram .. La strategia degli islamisti di Boko Haram è cambiata, dal rapimento delle studentesse di Chibok alla proclamazione dello Stato Islamico nelle regioni nord-orientali della Nigeria. Fino all'utilizzo di bambine kamikaze per eseguire attentati.

Bambine che vengono "vendute" dagli stessi genitori oppure bambine rapite dai villaggi e poi islamizzate. Costrette con l'inganno a portare ordigni poi azionati a distanza da complici o ad indossare cinture esplosive.

I primi casi di ragazzine kamikaze si sono scoperti in estate e poi il fenomeno è risultato evidente e drammaticamente consueto.

Genitori vendono la figlia 13enne Boko Haram .. La confessione shock della stessa ragazzina che ha raccontato di essere stata consegnata dal padre gli islamisti di Boko Haram. La "bambina" è stata arrestata dopo aver rifiutato di farsi esplodere nell'attentato suicida in un mercato a Kano avvenuto il 10 dicembre. Nello stesso attacco erano coinvolte altre due ragazzine minorenni che hanno fatto esplodere le loro bombe e quattro persone sono morte - leggi -
Aveva 10 anni la bambina kamikaze .. L'ultimo episodio è avvenuto a Maiduguri, nel Borno State, solo pochi giorni dopo il massacro di Baga (descrizione in questo stesso articolo). Una bambina di dieci anni munita di cintura di sicurezza è stata fatta saltare in aria con un comando azionato a distanza da un complice in un mercato affollato. Venti i sono state le vittime - leggi -





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sabato 3 gennaio 2015

Darfur, oltre trecentomila morti e nessun colpevole

Darfur, campo profughi
La Corte penale dell'Aia ferma l'inchiesta sul presidente del Sudan Omar al Bashir per crimini contro l'umanità. Oltre trecentomila morti e due milioni e mezzo di sfollati, crimini compiuti compiuti in Darfur tra il 2003 e il 2006 (e che, seppur in forma minore, continuano ancora oggi).

Sul presidente sudanese pende un mandato di cattura internazionale dal 2009. Il procuratore della Corte internazionale per i crimini di guerra, la signora Fatou Bensouda, ha puntato il dito contro il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, dove tra i membri permanenti c'è la Cina con potere di veto e grande alleata del Sudan. L'ONU non avrebbe sostenuto le indagini contro Omar al Bashir (a causa dei ripetuti veti della Cina) e quindi la Corte Penale, proprio alla fine del 2014, è stata costretta a congelare le attività investigative in Darfur, la regione sud-occidentale del Sudan al confine con il Ciad.

Molte sono le nazioni dell'Africa "maledette" a causa delle ricchezze del sottosuolo, e il Darfur ha la sfortuna di trovarsi in un paese con vaste riserve petrolifere. La Cina, la Francia e la Russia, fanno affari con il governo sudanese e sono riluttanti a mettere a repentaglio le loro ricche relazioni commerciali, anche a discapito di evidenti "crimini di guerra" commessi da un presidente in carica dal 1989, carica che ha ottenuto dopo un colpo di stato militare.

Dopo il colpo di Stato, Bashir ha messo al bando ogni partito politico, ha censurato la stampa, ha sciolto il Parlamento. Si è auto-nominato capo di Stato, primo ministro, capo delle forze armate e ministro della Difesa. Da allora questo presidente "despota" ha spinto il Sudan sempre più verso l'adozione di una dottrina integralista dell'Islam. Nel paese è stata introdotta la Sharia fin dal 1991.

Negli anni novanta il Sudan ha ospitato Osama Bin Laden, fino a quando non è stato espulso su pressione degli Stati Uniti.

La guerra civile. Il Sudan è stato dilaniato per oltre 19 anni da una violenta guerra civile che ha contrapposto la parte settentrionale, araba e mussulmana, e quella meridionale, cristiana e animista. Guerra formalmente finita ma che vede ancora molteplici episodi di violenza, anche cruenti che costringono le popolazioni del Darfur a rifugiarsi negli stati confinanti, soprattutto in Ciad.

Nel 2011 il Sud Sudan ha ottenuto l'indipendenza dal Sudan, ma purtroppo non ha risolto i problemi nelle provincie del Darfur, che sono anche attualmente costantemente minacciate delle truppe di Bashir al Assad. E non ha neppure risolto i problemi del Sud Sudan, dove è in atto dal 2012 una pericolosa guerra etnica.

Dal 2003 al 2006 in Darfur sono stati commessi crimini orribili contro la popolazione civile, si pensa che due milioni di persone siano state vittime della pulizia etnica, ogni giorno donne e ragazze venivano sistematicamente stuprate e torturate, e ancora oggi periodicamente si verificano episodi di violenza.

Nei campi profughi c'è il colera e la violenza sta "tracimando" nel vicino Ciad, e tutto questo nell'indifferenza del mondo occidentale che parla, anche giustamente, della situazione in Libia, dell'ISIS e dello Stato Islamico .. Solo poche parole invece per evidenziare la situazione in Darfur, nella Repubblica Centrafricana, in Sud Sudan, nelle regioni del Kiwu in Congo o nel Nord della Nigeria, luoghi dell'Africa dove negli ultimi due anni sono state uccise centinaia di migliaia di persone, altrettante hanno subito violenze e soprusi, e dove milioni di altre sono state costrette a rifugiarsi nei paesi confinanti.

Il PAM, Programma per l'Alimentazione Mondiale, avverte che non riesce a raggiungere in Darfur nemmeno la metà della popolazione bisognosa, e che il resto riceve razioni inferiori al fabbisogno minimo giornaliero. Dall'inizio dello scorso anno le forze armate sudanesi e le milizie Janjaweed che agiscono per loro, hanno intensificato gli attacchi ai civili, mentre le associazioni umanitarie vengono sistematicamente "espulse" o "rifiutate", cooperanti stranieri uccisi nonostante esista un accordo di pace.

Di fatto, nel Darfur le gente viene ancora terrorizzata, abusata e uccisa impunemente, nonostante la presenza (dal 2011) di una forza internazionale di Pace, UNAMID (United Nation African Union Mission in Darfur). L'ONU ha riconosciuto quella del Darfur come la peggiore crisi umanitaria al mondo.

L'ultimo crimine è avvenuto lo scorso novembre, passato sotto silenzio da tutti i mezzi di comunicazione internazionali. L'assalto è avvenuto a Tabit, villaggio a 45 chilometri dalla capitale del Nord Darfur, dove le milizie filo-governative di Bashir al Assad hanno stuprato 210 donne, comprese 8 ragazzine di 10-14 anni - leggi -

La notizia è stata confermata dall'associazione Italians for Darfur che da anni è in prima linea per denunciare al mondo i crimini compiuti dal presidente del Sudan e dalle sue milizie.

Omar Al Bashir
L'inchiesta su Bashir. L'apertura dell'indagine contro Bashir era stata ordinata dal procuratore capo Luis Moreno Ocampo, che ha ricevuto i documenti della Commissione internazionale sul Darfur. Si tratta di nove pesanti faldoni contenenti i materiali del gruppo di lavoro voluto dall'allora Segretario Generale della Nazioni Unite Kofi Annan e guidato dal giurista italiano Antonio Cassese.

Gli inquirenti, dopo un lavoro sul terreno durato alcuni mesi, hanno rilevato gli estremi per l'ipotesi di reato di crimini contro l'umanità e incriminato Al Bashir, il primo capo di Stato in carica perseguito dal tribunale internazionale dell'Aja. Dal 2009 il presidente del Sudan è inseguito da un mandato di cattura internazionale, ma ha continuato ugualmente a viaggiare senza problemi in molti Paesi, e che ora "esulta" perché l'inchiesta su di lui si è fermata.

Questo articolo fa parte della nostra campagna informativa "Guerre Dimenticate dell'Africa"

I profughi del Darfur nel campo di Kalma, in Sudan, un carcere a cielo aperto
- Video -
Novembre 2014

Kalma, Sudan. Non c'è pace per i rifugiati del Darfur, la regione occidentale del Sudan alle propaggini del Sahara, dilaniata da una feroce guerra civile. Il campo profughi sudanese di Kalma all'inizio era considerato un porto sicuro. Oggi si è trasformato in un carcere a cielo aperto. Per decine di migliaia di sfollati uscire dalle recinzioni è diventato estremamente pericoloso a causa delle milizie che battono la regione.

Nel cuore di un territorio semi-arido, le vie polverose del campo, disseminate di capanne fatte di fango secco, canne e paglia, ospitano 163.000 rifugiati, uomini, donne e bambini giunti sin qui a partire al 2003.

Desertificazione, conflitti in Ciad e nel Sud Sudan e, soprattutto, la scoperta del petrolio proprio nel Darfur, hanno innescato e alimentato un conflitto sotto traccia attivo fin dagli anni '80.

La calma relativa dei profughi a Kalma (guarda immagini) è solo un ricordo. Se un uomo si reca all'esterno per coltivare un campo o se una donna si avventura per fare legna, il primo viene ucciso, la seconda stuprata.

Gruppi armati controllano i dintorni e i caschi blu della missione congiunta dell'ONU e dell'Unione Africana, 16mila uomini che devono controllare un territorio grande il doppio del'Italia, assolutamente insufficienti per porre fine alle violenze. Il conflitto del Darfur, dal 2003, ha provocato 300mila morti e oltre due milioni di profughi.


Living Darfur
Video dei Mattafix finanziato da Mike Jagger dei Rolling Stones, girato nel 2007 proprio in un campo profughi del Darfur, 
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